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Giurisprudenza

Il filo della solidarietà spezzato da una sentenza

Unico avviso di accertamento ma rapporti giuridici tributari autonomi per i coeredi

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I coeredi, destinatari di un unico avviso rettificativo del valore dei beni caduti in successione, anche se tra loro vincolati solidalmente al pagamento delle imposte, sono titolari di rapporti giuridici tributari distinti e autonomi. Lo ha precisato la Corte di cassazione, con la sentenza n. 27058 del 21 dicembre 2007.

La vicenda
Con due diversi ricorsi presso la Commissione tributaria provinciale, veniva impugnato un avviso di rettifica del valore dei beni caduti in successione, emesso dall’ufficio del Registro.
La Ctp decideva solo in merito a uno dei due ricorsi, rettificando in diminuzione il valore dei beni relitti. Riguardo al secondo ricorso, la stessa Commissione prendeva atto della richiesta agevolata presentata da uno dei coeredi ai sensi dell’articolo 11 della legge 880/1986. Identica istanza, ma separata, era stata, in realtà, presentata anche con il primo ricorso. Ma su questa la Corte non si era pronunciata. In sede di appello, il contribuente richiedeva, allora l’estensione della definizione della pendenza, come effettuata nei confronti degli altri coeredi.
La Commissione tributaria regionale respingeva il ricorso, asserendo l’impossibilità di estendere i benefici riconosciuti agli altri coeredi in quanto, in relazione al ricorrente, si era in presenza di un giudicato. Da qui, il ricorso in Cassazione.

La questione pregiudiziale su cui sono stati chiamati a rispondere i giudici di legittimità, riguarda, quindi, le condizioni necessarie al fine di poter applicare la solidarietà tributaria.
Il contribuente denunciava, infatti, la violazione degli articoli 1306, 1292 e 2909 del Codice civile, nonché degli articoli 6 e 46 del Dpr 637/1972, in quanto, nella fattispecie, non erano stati estesi al coobbligato solidale gli effetti favorevoli di atti svolti da altri coobbligati.

In proposito, occorre rilevare che l’articolo 1306, comma 2, del Codice civile, prevede che, all’interno dei rapporti tra debitori in solido, la sentenza pronunziata tra il creditore e uno dei debitori in solido possa essere opposta dagli altri coobbligati, fatta eccezione per il caso in cui la pronuncia sia fondata su ragioni personali al condebitore. Di conseguenza, soddisfatte determinate condizioni, in linea di principio, è possibile estendere il giudicato favorevole, conseguito da uno dei coobbligati, agli altri debitori.

La Corte ha precisato che, in tema di solidarietà tributaria, i coeredi destinatari di un unico avviso di accertamento di valore di beni caduti in successione sono titolari di rapporti giuridici tributari autonomi, fermo restando la solidarietà fra i coeredi stessi. Tale solidarietà, tuttavia, può essere invocata ai fini dell’estensione di un giudicato riflesso, ai sensi dell’articolo 1306 del Codice civile, esclusivamente dai coeredi per i quali non si sia già formato un giudicato diretto. Di contro, non può applicarsi una disposizione agevolativa qualora ci si trovi in presenza di una sentenza non più suscettibile di impugnazione. Non rileva, inoltre, la presenza di un unico avviso di accertamento, in quanto ciò non costituisce una condizione sufficiente per l’estensione del giudicato favorevole in presenza di una sentenza non più suscettibile di impugnazione.

La Cassazione, già con la sentenza 2536/2003, si era espressa circa l’unitarietà dell’avviso di accertamento, chiarendo che il rapporto giuridico tributario di successione non deve considerarsi unitario ma piuttosto plurimo, in quanto esso collega solidalmente più soggetti interessati, ognuno dei quali è però collocato in una posizione giuridica distinta e autonoma rispetto agli altri. Nell’avviso di accertamento, infatti, sono rinvenibili sia elementi strutturali comuni tra i coeredi sia elementi differenti tra gli stessi, e tale circostanza fa sì che l’avviso in parola presenti una struttura sostanzialmente plurima, che si articola in tanti provvedimenti quanti sono i rapporti giuridici regolati.

Ne discende che le modifiche apportate al giudicato formatosi intorno all’avviso di accertamento, in senso favorevole al debitore, non si riflettono automaticamente anche agli altri coobbligati; l’estensione del giudicato riflesso ex articolo 1306, comma 2, del Codice civile, può essere concessa esclusivamente in presenza di rapporti tributari che non risultino definiti con sentenza passata in giudicato.


 
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