Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Giurisprudenza

La notifica dell’atto è esente Iva,
anche se eseguita da postini privati

Sotto la lente dei giudici comunitari la normativa tedesca sull’imposta, in materia di prestazione di servizi postali forniti dalla holding di un gruppo, tramite società controllate

postino privato

I fornitori del servizio di distribuzione di corrispondenza, titolari di una licenza nazionale che li autorizza a offrire tale servizio, che effettuano prestazioni consistenti nella notifica formale di atti promananti da organi giurisdizionali o da autorità amministrative, devono essere considerati come “fornitori del servizio universale”. Pertanto, le loro prestazioni sono esenti Iva. Sentenza della Corte Ue, Cause riunite C-4/2018 e 5/2018, del 16 ottobre 2019.
 
I fatti nelle cause connesse
Al centro della vicenda di cui alla causa C-4/2018, vi era la holding di un gruppo, che forniva servizi postali, per il tramite di società controllate insediate nell’intero territorio tedesco. L’attività del gruppo consisteva principalmente nell’eseguire incarichi di notifica di atti, in conformità delle disposizioni del diritto pubblico tedesco, i quali venivano trattati come operazioni esentate dall’Iva.
Similmente, la vicenda di cui alla causa C-5/2018 riguardava una società germanica che eseguiva incarichi di notifica formale di atti sul territorio tedesco e che aveva chiesto, presso l’Ufficio federale centrale delle imposte, il rilascio di un certificato relativo all’esenzione dall’Iva in riferimento al summenzionato servizio di notifiche.
 
La posizione del fisco tedesco e dei tribunali nazionali
Nelle vicende connesse, il fisco tedesco riteneva, contrariamente alla prospettazione delle società, che simili operazioni di notifica dovessero essere assoggettate all’Iva.
Le vertenze, a seguito dei ricorsi delle società, finivano, l’una, avanti al tribunale tributario del Baden‑Württemberg e, l’altra, al tribunale tributario di Colonia, che stabilivano che le notifiche formali di atti non potessero beneficiare dell’esenzione richiesta.
Le sentenze formavano oggetto di impugnazioni avanti alla Corte tributaria federale.
 
Le questioni pregiudiziali
Il Collegio federale, quindi, ipotizzando nelle cause connesse un possibile contrasto della normativa nazionale con la legislazione sovranazionale, ha sospeso il procedimento ed ha sottoposto alla Corte di giustizia le seguenti questioni pregiudiziali:

  • se la notifica formale di atti in forza di norme di diritto pubblico nazionali costituisca un servizio postale universale ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 97/67/CE (direttiva sui servizi postali);
  • in caso di soluzione affermativa della prima questione: se un imprenditore che esegue la notifica formale di atti in base a norme di diritto pubblico sia un «fornitore del servizio universale» ai sensi dell’articolo 2, punto 13, della direttiva sui servizi postali, il quale fornisce un servizio postale universale o una parte dello stesso, e se tale servizio sia esente da imposta ai sensi dell’articolo 132, paragrafo 1, lettera a), della direttiva Iva.
     

La sentenza
La Corte di giustizia ricorda che, a norma dell’articolo 132, paragrafo 1, lettera a), della direttiva Iva, le prestazioni di servizi e le cessioni di beni accessori a tali prestazioni, effettuate dai servizi pubblici postali, sono esentate dall’Iva.
La ratio di detta disposizione riposa sull’obiettivo di favorire alcune attività di interesse pubblico, come le prestazioni menzionate.
Peraltro, l’esenzione non può applicarsi a servizi specifici che siano scindibili dal servizio di interesse pubblico, tra i quali figurano i servizi che rispondono a particolari esigenze di operatori economici.
 
Il servizio postale universale
Difatti, l’obiettivo generale della normativa di riferimento si traduce, nel settore postale, nell’obiettivo più specifico di offrire, ad un costo ridotto, servizi postali che rispondano alle esigenze essenziali della popolazione.
Allo stato attuale del diritto dell’Unione – precisa la Corte - un siffatto obiettivo coincide, in sostanza, con quello perseguito dalla direttiva sui servizi postali di offrire un servizio postale universale, ossia un servizio che corrisponda ad un’offerta di servizi postali di qualità determinata, forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti.
In proposito, ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché il servizio universale comprenda almeno le prestazioni aventi ad oggetto la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione degli invii postali e dei pacchi postali di peso non eccedente i limiti indicati dalle disposizioni di riferimento della direttiva sui servizi postali, nonché i servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii con valore dichiarato.

Le notifiche nel caso di specie
I togati comunitari riscontrano che le prestazioni, nei casi di specie, consistono nella notifica formale di atti, nel quadro di procedimenti giurisdizionali o amministrativi.
Secondo le norme applicabili a tali notifiche, l’atto da notificare costituisce l’oggetto di un incarico di notifica affidato al servizio postale o ad un prestatore analogo. Tale atto viene inserito in una busta chiusa, accompagnata da un modulo debitamente predisposto di certificazione di notifica, il quale, una volta notificato il primo atto, viene rinviato all’autorità che ha emesso il suddetto incarico. Risulta, altresì, che il prestatore di servizi che effettua notifiche formali non fornisce alcuna assicurazione forfettaria.
Secondo la Corte, dunque, a causa delle caratteristiche che sono loro proprie e del contesto nel quale vengono fornite, le prestazioni suddette possono, in ogni caso, essere considerate come facenti parte del servizio universale.
Nel caso di specie, inoltre, le compagini tedesche erano effettivamente assoggettate a regole non derivanti da negoziati individuali, bensì da obblighi specifici scaturenti dalla normativa tedesca.
In forza di tale normativa – inferiscono i togati di Lussemburgo - il titolare di una licenza, che lo autorizza a fornire servizi di distribuzione di corrispondenza, è tenuto a procedere alla notifica formale di atti indipendentemente dal loro peso, in conformità delle norme processuali e delle leggi disciplinanti le notifiche amministrative. Inoltre, la remunerazione di tale licenziatario risponde a prescrizioni dettate dalla normativa suddetta e deve essere autorizzata dall’autorità nazionale competente. Risulta, d’altronde, che la notifica formale di decisioni giudiziarie fa decorrere i termini di ricorso ed implica una delega di compiti di servizio pubblico per il fatto che, a norma della legislazione tedesca, il prestatore di servizi di distribuzione di corrispondenza, allorché è tenuto ad eseguire un incarico di notifica formale, è investito di prerogative inerenti ai pubblici poteri al fine di poter rispettare gli obblighi che gli incombono.
Pertanto, tali servizi mirano non già a rispondere a particolari esigenze di operatori economici o di taluni altri utenti particolari, bensì a garantire una buona amministrazione della giustizia, nella misura in cui essi permettono la notifica formale di documenti nel quadro di procedimenti giurisdizionali o amministrativi.

La fruizione da parte di “tutti gli utenti”
Gli eurogiudici, quanto alla condizione prevista dalla direttiva sui servizi postali, secondo cui il servizio universale è fornito «a tutti gli utenti», osservano che i soggetti che emettono gli incarichi per le notifiche formali contemplate dalla normativa tedesca sono prevalentemente organi giurisdizionali e autorità amministrative: tuttavia,  tale circostanza non costituisce un ostacolo alla condizione menzionata.
Infatti, gli “utenti” di servizi postali, ai sensi dell’articolo 2, punto 17, della direttiva 97/1967, sono non soltanto le persone fisiche o giuridiche beneficiarie di servizi siffatti in quanto mittenti, ma anche i destinatari di tali servizi.
In secondo luogo, sebbene le notifiche formali vengano effettuate in esecuzione di incarichi conferiti da organismi pubblici, ciò non toglie che l’attività di questi ultimi miri non già a soddisfare esigenze che sono loro proprie, bensì a garantire il buon funzionamento del sistema giudiziario o amministrativo di cui essi fanno parte. Tale attività viene, in definitiva, effettuata per conto di tutti coloro che sono interessati dalla possibilità di notificare un atto secondo la procedura contemplata dalla legge.
Inoltre, il servizio di notifica formale di atti costituisce soltanto un elemento del servizio universale che deve essere garantito da uno Stato membro, quest’ultimo essendo, inoltre, libero di designare vari prestatori per garantire diversi elementi del servizio universale o per coprire parti differenti del territorio nazionale.
Infine, continua il Collegio di Lussemburgo, le prestazioni di notifiche formali di atti, che devono obbligatoriamente essere fornite dal titolare di una licenza che lo autorizza ad offrire servizi di distribuzione di corrispondenza, devono essere erogate a prezzi accessibili e in tutti i punti del territorio tedesco.
In definitiva – chiosa la Corte - prestazioni come quelle in discussione devono essere considerate rispondenti alle esigenze essenziali della popolazione tedesca.
Gli operatori economici in oggetto, poi, erano ciascuno titolare di una licenza che li autorizzava ad offrire servizi di distribuzione di corrispondenza ed erano, dunque, tenuti ad assicurare, in tutti i punti del territorio tedesco, prestazioni di notifiche formali di atti, fornendo una parte del «servizio postale universale».
In definitiva, atteso che tali prestazioni fanno parte del servizio suddetto, le società in considerazione devono essere ritenute come «servizi pubblici postali», ai sensi dell’articolo 132, paragrafo 1, lettera a), della direttiva Iva, allorché forniscono le suddette prestazioni, cosicché queste ultime devono essere esentate dall’imposta sul valore aggiunto.
 
Conclusioni
L’articolo 2, punto 13, e l’articolo 3 della direttiva sui servizi postali devono essere interpretati nel senso che dei fornitori del servizio di distribuzione di corrispondenza, come quelli di cui trattasi nei procedimenti principali, i quali, nella loro veste di titolari di una licenza nazionale che li autorizza ad offrire tale servizio, siano tenuti ad effettuare, in conformità delle disposizioni del diritto nazionale, prestazioni consistenti nella notifica formale di atti promananti da organi giurisdizionali o da autorità amministrative, devono essere considerati come «fornitori del servizio universale», ai sensi di dette disposizioni, sicché queste prestazioni devono essere esentate dall’imposta sul valore aggiunto in quanto prestazioni di servizi effettuate dai «servizi pubblici postali», ai sensi dell’articolo 132, paragrafo 1, lettera a), della direttiva Iva.
 
Fonte:
Data della sentenza
16 ottobre 2019  

Numero della causa
C-4 e C-5/2018 (cause riunite)

Nome delle parti
(causa C-4/2018):
Michael Winterhoff in qualità di curatore fallimentare del patrimonio della DIREKTexpress Holding AG
contro
Finanzamt Ulm

 

 

URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/giurisprudenza/articolo/notifica-dellatto-e-esente-iva-anche-se-eseguita-postini-privati