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Giurisprudenza

I requisiti delle costruzioni rurali

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La Cassazione, con la sentenza n. 24152 depositata in cancelleria il 29 dicembre 2004, si è occupata della definizione di ruralità delle costruzioni e relative pertinenze, ai fini della esclusione delle stesse dall'imposizione sul reddito.
In particolare, è stato precisato che il carattere rurale dipende, ai sensi dell'articolo 42 del Dpr n. 917/1986 (corrispondente all'articolo 39 del Tuir in vigore sino al 31 dicembre 2003) e dell'articolo 9 del decreto legge 30 dicembre 1993, n. 557 (convertito nella legge 26 febbraio 1994, n. 133), dalla sussistenza di due condizioni: una di tipo soggettivo, afferente alla persona dell'utilizzatore del fabbricato che deve essere addetta alla coltivazione della terra o alle altre attività legislativamente individuate, e l'altra di tipo oggettivo, riguardante l'immobile, che deve essere strumentale all'esercizio di quelle attività.

Il caso affrontato dalla Corte
La Cassazione si è occupata del caso di un contribuente che, a seguito della notifica di un avviso di accertamento di maggior valore di alcuni immobili ricevuti in donazione, aveva presentato ricorso in commissione tributaria di primo grado ribadendo la caratteristica di ruralità degli stessi.
La commissione di primo grado, accogliendo le doglianze del ricorrente, annullava l'avviso di accertamento.
Contro tale sentenza l'ufficio proponeva ricorso che veniva accolto parzialmente dalla commissione regionale adita.
In tale occasione, la commissione regionale ha rettificato in meno il valore proposto dall'ufficio pur non riconoscendo il requisito di ruralità degli immobili.
Contro tale ultima pronuncia, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione.

I requisiti di ruralità dei fabbricati
L'articolo 42 del Tuir (corrispondente all'articolo 39 del Dpr n. 917/1986 in vigore sino al 31 dicembre 2003) prevede che ai fini del riconoscimento fiscale del requisito della ruralità, i fabbricati devono essere destinati:

  1. all'abitazione delle persone addette alla coltivazione della terra, alla custodia dei fondi, del bestiame e degli edifici rurali e alla vigilanza dei lavoratori agricoli, nonché dei familiari conviventi a loro carico, sempre che le caratteristiche dell'immobile siano rispondenti alle esigenze delle attività esercitate
  2. al ricovero degli animali di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 32, nuovo Tuir (corrispondente alla lettera b) dell'articolo 29, Dpr n. 917/1986) e di quelli occorrenti per la coltivazione
  3. alla custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione
  4. alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti agricoli e alle attività di manipolazione e trasformazione di cui alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 32, nuovo Tuir, corrispondente alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 29, Dpr n. 917/1986.

Inoltre, devono sussistere le ulteriori seguenti condizioni:

  • il fabbricato deve essere posseduto dal soggetto titolare del diritto di proprietà o altro diritto reale sul terreno, ovvero detenuto dall'affittuario o da soggetto che ad altro titolo conduce il terreno cui l'immobile è asservito, o dai familiari conviventi a loro carico, risultante dalle certificazioni anagrafiche o da soggetti titolari di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura, compresi quelli di reversibilità, o da coadiuvanti iscritti come tali ai fini previdenziali
  • l'immobile deve essere utilizzato, quale abitazione o per funzioni strumentali all'esercizio di attività agricole, dai soggetti di cui sopra sulla base di un titolo idoneo, o dai dipendenti che esercitano attività agricole nell'azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti nel rispetto della normativa sul collocamento
  • il terreno cui il fabbricato si riferisce deve essere situato nello stesso comune o in comuni confinanti e deve avere una superficie non inferiore a 10mila metri quadrati. Se sul terreno sono praticate colture specializzate in serra o la funghicoltura, deve essere almeno di 3mila metri quadrati
  • il volume d'affari derivante dalle attività agricole del soggetto che conduce il fondo e risultante dalla dichiarazione annuale Iva deve essere superiore alla metà del suo reddito complessivo risultante dal rigo RN1 della dichiarazione dei redditi. Se il dichiarante è soggetto non obbligato alla presentazione della dichiarazione Iva, il suo volume d'affari si presume pari a 5.164,57 euro
  • se più unità abitative sono utilizzate dallo stesso nucleo familiare, è necessario che per ciascuna unità sia rispettato il limite dei cinque vani catastali, più un vano per ogni abitante oltre il primo, o di 80 metri quadrati più 20 metri quadrati per ogni abitante oltre il primo.

Se l'immobile viene utilizzato da più persone, i requisiti esposti devono essere posseduti da almeno uno di essi.
Se sul terreno insistono più unità immobiliari, i requisiti di ruralità devono essere soddisfatti per ciascuna unità.
Le costruzioni rurali che hanno i requisiti esposti, ma non sono utilizzate, non si considerano produttive di reddito, se il contribuente dimostri la mancata utilizzazione mediante apposita autocertificazione con firma autentica attestante l'assenza di allacciamenti alle reti elettriche, del gas e dell'acqua, da fornire a richiesta degli organi competenti.

La posizione della Cassazione
La Corte di cassazione, nella sentenza di cui si discute, ha respinto il ricorso del contribuente precisando che il carattere rurale dei fabbricati, costruzioni e loro porzioni, nonché delle relative pertinenze, in base all'articolo 42 del Tuir e alle corrispondenti norme di riferimento, dipende dalla sussistenza di due condizioni.
In particolare, la prima condizione è di carattere soggettivo e riguarda la persona dell'utilizzatore del fabbricato che deve essere addetto alla coltivazione della terra o alle altre attività specificate dalla norma mentre l'altra, di tipo oggettivo, riguarda l'immobile che deve essere strumentale all'esercizio di quelle attività e in quanto tale deve presentare caratteristiche rispondenti alle relative esigenze.

Nel caso di specie, il giudice di appello ha negato l'esistenza di entrambe dette condizioni e la decisione è stata dal ricorrente censurata innanzi tutto sotto il profilo del difetto di motivazione conseguente alla omessa valutazione dei documenti prodotti in giudizio, attestanti la qualità di coltivatore diretto.
In particolare, secondo la Cassazione, il solo possesso della partita Iva, cui si appella il ricorrente, non è sufficiente a integrare il requisito soggettivo innanzi espresso né tanto meno è influente ai fini della strumentalità dell'immobile rispetto all'attività agricola.
Pertanto, in mancanza dei due requisiti sopra elencati, non è possibile considerare rurale il fabbricato con conseguente assoggettamento dello stesso all'imposizione del reddito in base alle norme contenute nel Tuir.

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