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Giurisprudenza

Le rimanenze finali d’esercizio
vanno valutate al full costing

Tra le spese di produzione, rilevanti ai fini di un calcolo corretto, devono essere ricomprese tutte quelle relative ai prodotti da realizzare e/o ai servizi da eseguire, come stipendi, consumi e altro

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Ai fini della valutazione delle rimanenze finali d’esercizio, relative ai lavori in corso su ordinazione di durata inferiore ai 12 mesi, l’impresa deve tener conto di tutti i componenti direttamente imputabili ai prodotti attraverso tecniche di determinazione full costing, comprensivi del costo base e degli altri costi di diretta imputazione relativi al periodo di fabbricazione. La necessità di ricomprendere tali spese deriva dall’applicazione del principio della corretta rappresentazione delle rimanenze finali che concorrono alla formazione del reddito imponibile. Questo il contenuto dell’ordinanza della Corte di cassazione n. 17054 del 13 agosto 2020.
 
I fatti
Il caso riguarda un avviso d’accertamento con cui l’Agenzia delle entrate aveva rettificato la dichiarazione presentata da una società edile, in merito all’errata valutazione fiscale dei lavori in corso su ordinazione di durata infrannuale, determinando per questo un maggior imponibile ai fini Ires e Irap.
 
La società ha proposto ricorso avverso l’atto impositivo, respinto dalla Ctp. La sentenza è stata riformata dalla Ctr che ha accolto l’appello della contribuente, ritenendo corretto il criterio di valutazione al “costo specifico” adottato dalla società, trattandosi di operazioni ricadenti nella disciplina dell’articolo 92, comma 6 del Tuir.
 
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando violazione e falsa applicazione degli articoli 92, comma 6 e 110, comma 1, lettera b) del Tuir.
A parere dell’ufficio la decisione della Ctr è erronea nel punto in cui ha ritenuto corretta la valutazione al “costo specifico” delle rimanenze a fine esercizio dei prodotti in corso di realizzazione, perché la società non ha tenuto conto anche delle spese generali sostenute nell’esercizio.
 
I giudici di legittimità hanno ritenuto fondato il motivo di doglianza e accolto il ricorso dell’amministrazione finanziaria, con rinvio a diversa sezione della Ctr.
 
La decisione
In materia di valutazione delle rimanenze finali, ai fini della determinazione del reddito imponibile, l’articolo 92, comma 6 del Tuir prevede che “i prodotti in corso di lavorazione e i servizi in corso di esecuzione al termine dell'esercizio sono valutati in base alle spese sostenute nell'esercizio stesso”.
 
Il tema rilevante nella controversia in commento attiene all’affermazione della Ctr, secondo cui le rimanenze dei lavori in corso su ordinazione di durata inferiore ai 12 mesi debbano essere valutate al criterio del “costo specifico”, ossia in base alle sole spese sostenute nell’esercizio di riferimento.
 
I giudici di legittimità respingono tale posizione, osservando che il citato comma 6, sulla valorizzazione delle rimanenze a fine esercizio, non prevede alcun riferimento al criterio del costo specifico bensì all’ammontare delle “spese sostenute”, che ha ambito applicativo più ampio rispetto ai soli costi o spese specifici. In altre parole, per una corretta interpretazione delle disposizioni in argomento, le spese rilevanti ai fini della valutazione devono essere intese nel senso più ampio di “spese generali di cui all’art. 110, co. 1 lett. b) del TUIR, non limitato a solo costi specifici o alle sole spese specifiche”.
 
Come correttamente dedotto dall’Amministrazione finanziaria, pertanto, il costo di produzione rilevante ai fini della corretta valutazione delle rimanenze delle commesse infrannuali “deve comprendere tutti i costi direttamente imputabili ai prodotti, comprensivi del costo base e degli altri costi di diretta imputazione relativi al periodo di fabbricazione” quali, tra gli altri, stipendi e salari, gli ammortamenti e le spese di manutenzione sui cespiti, i consumi di energia e vigilanza, eccetera.
 
Al riguardo, il Collegio di legittimità ha confermato la necessità di ricomprendere, nel calcolo delle rimanenze finali d’esercizio, anche le spese generali direttamente imputabili ai cantieri, nel rispetto “del principio della corretta rappresentazione del valore delle rimanenze finali che a fine anno concorrono alla formazione del reddito d’esercizio”.

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