Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Giurisprudenza

La società è palesemente una cartiera:
la “buona fede” non è ammissibile

L’emissione della fattura, la corrispondenza del prezzo fatturato a quello di mercato e l’avvenuto pagamento non sono sufficienti a provare la correttezza dell’operazione

Per ribattere efficacemente agli elementi del Fisco, che provano come l’imprenditore non potesse ignorare di essere parte di una frode “carosello”, il contribuente deve dimostrare di aver usato la massima diligenza possibile per evitare di essere coinvolto in situazioni illecite, in presenza di indizi idonei a farne insorgere il sospetto (Cassazione, n. 21809/2019).  

Market ceduti per schivare il Fisco:
sequestro preventivo sempre valido

Quando l’azione cautelare è disposta per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, non rileva la decisione della Commissione tributaria che ha ridotto la pretesa dell’erario

I rami d’azienda appartenenti all’indagato del delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, alienati per impedire un’efficace riscossione dei tributi da parte dell’erario, sono suscettibili di sequestro preventivo per la successiva confisca, in quanto costituiscono lo strumento per mezzo del quale è stato commesso il reato (Cassazione, sentenza n. 36346/2019)

La motivazione per relationem
è “legittima” economia di scrittura

L’obbligo di allegazione da parte dell'Amministrazione finanziaria non vale per gli atti di cui il contribuente abbia già avuto integrale e legale conoscenza per effetto di precedente notificazione

L’avviso di accertamento che rinvia alle risultanze del processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza è legittimo ogniqualvolta la motivazione è idonea a individuare la causa giustificativa della pretesa tributaria e a garantire l’esercizio del diritto di difesa da parte del contribuente. Questo il principale contenuto della sentenza della Corte di cassazione n. 20943/2019