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Giurisprudenza

Divisione ereditaria, proporzionale
il Registro per i beni in collazione

Il Tur rinvia alle regole della successione per definire l’imponibile in base alle quali devono essere considerati soltanto i valori corrispondenti ai lasciti da distribuire

I beni donati in vita dal defunto a uno dei figli e conferiti in collazione rilevano, in caso di divisione ereditaria, per fissare l’aliquota dell’imposta di successione e non della base imponibile di Registro e ipo-catastali. La differenza tra l’asse ereditario comprensivo di donazione e quello dei soli beni in successione produce un conguaglio tassato come trasferimento (Cassazione, n. 11040/2021)  

Sconta l’Irap e non solo, l’avvocato
che opera in due studi professionali

Il contribuente in particolare non è stato in grado di dimostrare l’inerenza dei costi sostenuti per l’affitto e il “prestigio” di una delle sedi di lavoro. Per l’Agenzia, spese antieconomiche

Le operazioni di ingente valore fatturate a uno studio legale associato, unite agli elevati costi sostenuti per la locazione di un altro studio, incastrano l’avvocato: l’avviso d’accertamento è motivato e legittimo. Oltre a maggiori Irpef e Iva, il professionista dovrà versare l’Irap: la Cassazione, con l’ordinanza n. 11806/2021, ha ritenuto sussistente anche il requisito dell’autonoma organizzazione

Nessuna tutela giurisdizionale
per il “riepilogo” dei debiti tributari

Il certificato dei carichi pendenti è un atto privo di valore impositivo e di conseguenza non è idoneo a contenere un’informazione completa ed esaustiva della pretesa fiscale

Non può essere considerato un atto impugnabile il certificato che attesta i carichi fiscali pendenti. Qualora il contribuente decida comunque di procedere, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse, ex art. 100 del codice di procedura civile. Questi, in sintesi, i contenuti della sentenza della Ctr per la Toscana n. 360 del 1° aprile 2021