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Normativa e prassi

Agevolazioni fiscali sugli immobili,
due nuovi chiarimenti dell’Agenzia

Sostenuta dalle relative disposizioni normative, l’amministrazione fiscale spiega per quale non recondito motivo gli incentivi fruiti non vengono scalfiti dalle operazioni prospettate

lavagne

Con distinte risposte a due istanze di interpello, l’Agenzia delle entrate salva entrambe le agevolazioni “in bilico” secondo gli istanti. Così, non sono in pericolo gli sconti fiscali sull’immobile acquisito tramite asta dalla società e non rivenduto nei successivi due anni. Allo stesso modo, non si perde il bonus “prima casa” sul secondo immobile, se l’altro, prima donato, è rientrato nel possesso del contribuente prima del successivo acquisto agevolato. Questo in estrema sintesi, ma vediamo perché.
 
Risposta n. 442/2019
Il primo quesito si colloca nel perimetro dell’agevolazione prevista dall’articolo 16 del Dl n.18/2016, che disciplina la fiscalità dei trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie, in favore di coloro che svolgono attività d’impresa. In particolare la domanda verte sulla possibilità di fruire degli sconti d’imposta con le regole in vigore dal 1° gennaio 2017.
In effetti, prima delle modifiche apportate dalla legge di stabilità per il 2017, la disposizione richiamata prevedeva l’assoggettabilità alle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna, a condizione che l’acquirente si impegni a rivendere entro due anni dall’acquisto in asta. Con il ritocco della stabilità, per tutti gli atti di trasferimento emessi fino al 30 giugno 2017, gli anni a disposizione per ritrasferire i beni in modalità agevolata sono diventati cinque e, aggiunge il legislatore al secondo comma dell’articolo 16, qualora il trasferimento non si realizzi entro il quinquennio “le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute nella misura ordinaria e si applica una sanzione amministrativa del 30” oltre agli interessi di mora…”.
Detto ciò, va da sé che la società proprietaria di un immobile acquistato all’asta nel 2016 con il bonus fiscale, può alienarlo entro 5 anni dall’acquisto senza decadere dalle agevolazioni.
Infine, l’Agenzia dà una dritta e consiglia “come chiarito con la circolare 13 giugno 2016 n. 27, in caso di inottemperanza dell'obbligo di trasferimento entro cinque anni dalla stipula perché il contribuente si trova nella condizione di non poter o voler rispettare l'impegno assunto, analogamente a quanto previsto in materia di "prima casa", può, in pendenza del termine previsto per procedere all'alienazione, rivolgere apposita istanza all'ufficio dell'Agenzia delle entrate, secondo le procedure previste dalle risoluzioni 102/E e 115/E del 2012, al fine di ottenere la riliquidazione dell'imposta in misura ordinaria e dei relativi interessi”.
 
Risposta n. 443/2019
Il secondo caso riguarda, invece, un contribuente che nel 2005 ha donato ai genitori l’abitazione acquistata nel 1998 con le agevolazioni “prima casa” e nel 2006 ha comprato una nuova casa usufruendo anche in questo caso del bonus. Il contribuente vuole sapere se la risoluzione per mutuo consenso dell’atto di donazione del 2005 – che intende realizzare – può determinare la decadenza dall’agevolazione, di cui ha beneficiato con l’atto del 2006.
Come anticipato, per l’amministrazione fiscale tutta l’operazione non condurrà alla perdita degli sconti poiché il bonus “prima casa” fruito sul secondo acquisto non può essere revocato in quanto, al momento della stipula dell’atto di compravendita, non vi erano cause ostative “ legate alla pre-possidenza di altro immobile acquistato con le agevolazioni”, essendo stato il primo immobile donato in data anteriore al secondo acquisto.

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