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Normativa e prassi

Art-bonus alle erogazioni liberali
per restaurare la chiesa del Comune

Danno luogo all’agevolazione anche le spese di progettazione dei lavori di restauro dell’edificio monumentale relativamente alle somme ricevute da terzi per il loro finanziamento

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Le erogazioni liberali destinate al restauro di una chiesa sono ammissibili al beneficio dell’art-bonus dal momento che il bene culturale è di proprietà di un Comune e che gli interventi – così come prospettati nell’interpello – rientrano tra quelli espressamente previsti dall’articolo 1 del Dl 83/2014, vale a dire “interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici”.
È, in sintesi, la risposta n. 81/2018 dell’Agenzia delle entrate fornita a un Comune che, nel dubbio, per la ristrutturazione di un edificio monumentale, ha chiesto di sapere se le spese attinenti l’incarico di progettazione dei lavori di restauro possano rientrare nell’ambito applicativo della norma agevolativa che ha istituito il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.
 
La chiesa da ristrutturare rientra – a detta del Comune proprietario/interpellante – tra gli istituti e luoghi di cultura di appartenenza pubblica ovvero musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici nonché complessi monumentali come definiti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (articolo 101, Dlgs 42/2004).
L’istante ritiene, pertanto, che le spese di progettazione dei lavori di restauro possano dar luogo all’agevolazione relativamente alle erogazioni ricevute da terzi per il finanziamento di quei costi.
 
L’Agenzia delle entrate, per poter definire in maniera condivisa la questione, ha chiesto un parere al ministero dei Beni e delle attività culturali, in esito al quale ha concordato con la soluzione prospettata dall’istante: le erogazioni liberali destinate al restauro dell’edificio monumentale sono agevolabili con l’art-Bonus in quanto il bene culturale è di proprietà del Comune e gli interventi da eseguire rientrano tra quelli di manutenzione, protezione e restauro previsti dalla norma.
 
Infatti, l’articolo 1 del Dl 83/2014 riconosce un credito d’imposta (art-bonus), nella misura del 65% delle erogazioni effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa, per “interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, …” (comma 1), anche “qualora le erogazioni … siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi” (comma 2). Inoltre, i “soggetti beneficiari delle erogazioni liberali … comunicano mensilmente al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute nel mese di riferimento; provvedono altresì a dare pubblica comunicazione di tale ammontare, nonché della destinazione e dell’utilizzo delle erogazioni stesse…” (comma 5).
 
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