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Normativa e prassi

Assaggiare olio non è un lavoro,
niente tassa per l’esperto iscritto

L’“immatricolazione” in albi o elenchi, che non abilita all’esercizio di attività industriali o commerciali e di professioni, non sconta i tributi sulle concessioni governative

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I tecnici e gli esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini non sono tenuti a corrispondere la tassa sulle concessioni governative per ottenere l’iscrizione nell’elenco nazionale.
Questo è stato affermato, con la risoluzione n. 22/E del 18 febbraio, dall’Agenzia delle Entrate che, ripercorrendo i passaggi normativi susseguitisi negli anni per disciplinare gli albi e gli elenchi degli esperti assaggiatori di oli d’oliva, giunge a sostenere che la tassa sulle concessioni governative non debba essere versata dai soggetti che intendano iscriversi nell’elenco degli assaggiatori tenuto presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
 
A tale proposito, l’Agenzia cita la legge 169/1992 (“Disciplina per il riconoscimento della denominazione di origine controllata degli oli di oliva vergini ed extravergini”) che, con l’articolo 17, comma 1, istituisce l’albo nazionale degli assaggiatori al fine di certificare la qualità dell’olio e di effettuare prove di assaggio, ai sensi del regolamento Cee n. 2568/91 dell’11 luglio 1991.
Tale albo, con l’articolo 3 della legge 313/1998, viene “…soppresso e sostituito da un elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli d’oliva vergini ed extravergini, articolato su base regionale e tenuto presso il Ministero per le politiche, agricole, formati e selezionati secondo i criteri previsti dal regolamento (CEE) 2568/91 della Commissione, dell’11 luglio 1991, e successive modificazioni”.
Successivamente, con il decreto 1334/2012, il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha definito i criteri in base ai quali è possibile ottenere l’iscrizione in detto elenco e i requisiti da possedere perché l’iscrizione vada a buon fine.
 
In tutti i passaggi normativi che sono stati considerati non si rinviene mai alcuna informazione sulla natura abilitante (o meno), all’esercizio di professioni o attività, dell’iscrizione nell’albo degli assaggiatori, prima, e dell’elenco nazionale che lo ha sostituito, poi.
Questo dato, invece, risulta particolarmente importante ai fini dell’applicazione della tassa sulle concessioni governative, disciplinata dal Dpr 642/1972 che, all’articolo 1, individua l’oggetto della tassa in tutti “i provvedimenti amministrativi e gli altri atti elencati nell’annessa tariffa…”.
Nella tariffa, infatti, si rinviene l’articolo 22, il quale prevede che sia dovuta la tassa sulle concessioni governative per le “iscrizioni riguardanti le voci della tariffa soppresse dall'articolo 3, comma 138, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 e precedentemente iscritte agli articoli sotto indicati della tariffa approvata con il decreto ministeriale 20 agosto 1992 ...”. Tra le predette voci, il punto 8 recita “esercizio di attività industriali o commerciali e di professioni arti o mestieri (art. 86)”.
Da ciò deriva che l’iscrizione (in albi, elenchi o registri) abilitante all’esercizio di attività industriali o commerciali e di professioni, arti o mestieri, è soggetta alla tassa sulle concessioni governative.
 
A tale riguardo, il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, che ha competenza in materia di disciplina dell’elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli d’oliva vergini ed extravergini, con una nota ha chiarito che l’iscrizione in argomento “…non abilita allo svolgimento dell’attività professionale e non può ritenersi riguardante l’esercizio di attività industriali o commerciali e di professioni, arti o mestieri, anche alla luce dei medesimi compiti svolti da dipendenti dell’ICQRF e delle Dogane, che esplicano attività inerenti alle proprie mansioni non aventi nulla a che fare con l’esercizio della professione”.
 
E’ proprio grazie al parere reso dal Mipaaf, che l’Agenzia delle Entrate ha potuto risolvere il dubbio sulla debenza o meno della tassa sulle concessioni governative, stabilendo che la stessa non trova applicazione nel caso dell’iscrizione nell’elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli d’oliva vergini ed extravergini, in quanto tale formalità non abilita all’esercizio di alcuna attività.
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