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Normativa e prassi

Biglietti autobus e tickets restaurant,
solo i primi esclusi dai registratori

Gli apparecchi non prevedono una funzione di memorizzazione del titolo di viaggio in quanto il corrispettivo del rivenditore è costituito dall’aggio, da documentare con separata fattura

autobus

Gli importi dei tickets restaurant accettati dal titolare di un bar-pasticceria sono compresi nelle somme dei corrispettivi trasmessi in via telematica alle Entrate, anche se devono essere poi fatturati alla società emittente. È il primo punto chiarito dall’Agenzia, con la risposta n. 394 del 7 ottobre 2019, all’interpello di un esercente che chiede le modalità per registrare e trasmettere correttamente gli incassi, evitando di duplicare i valori, con riferimento ai tickets restaurant e alla vendita di biglietti e abbonamenti autobus.

L’istante fa presente che nel 2018 ha conseguito ricavi superiori a 400mila euro, per cui si è dotato di un registratore di cassa idoneo alla trasmissione telematica dei corrispettivi a partire dal 1° luglio 2019.

L’Agenzia, al riguardo, ricorda che il provvedimento del 28 ottobre 2016 ha definito le specifiche tecniche per la memorizzazione elettronica e l’invio telematico dei dati dei corrispettivi giornalieri. Da questo documento emerge che, come accade per i corrispettivi non riscossi, anche gli importi dei tickets restaurant sono compresi nell’importo complessivo dei corrispettivi trasmessi telematicamente, anche se debbono essere fatturati alla società che li emette. Infatti è con il pagamento del controvalore degli stessi tickets da parte della società emittente o con l’emissione della fattura se antecedente il pagamento che si realizza l’esigibilità dell’Iva e la rilevanza del ricavo. Principio che sarà tenuto in considerazione in caso di disallineamento tra i dati trasmessi in via telematica e l’Iva liquidata periodicamente.

Il secondo dubbio posto dall’istante riguarda la corretta documentazione delle vendite dei biglietti e degli abbonamenti degli autobus. Quest’ultimo in particolare chiede se il registratore di cassa può essere impostato in modo da non ricomprendere i relativi importi.
L’Agenzia precisa che l’esercente non è tenuto a emettere il “documento commerciale” all’atto della cessione dei titoli di trasporto in quanto il suo corrispettivo del rivenditore è costituito dall’aggio, da documentare con separata fattura nei confronti del gestore del servizio. I registratori di cassa di conseguenza, conclude l’Agenzia, non prevedono una funzione di memorizzazione ad hoc per tali somme, ma sono stati in tal senso impostati.

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