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Normativa e prassi

Bonus investimenti nel Mezzogiorno:
le istruzioni quando cambia programma

Pianificati per determinati periodi d’imposta e invece effettuati successivamente, resta comunque intatta la possibilità di utilizzare l’intero ammontare del credito nel corso dell’anno di realizzazione

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In caso di rettifica del piano di investimento, il contribuente deve darne puntuale comunicazione all’Agenzia delle entrate. Il bonus complessivamente fruibile in compensazione per l’anno in cui si attuano gli investimenti sarà pari alla somma di quello inizialmente previsto per i periodi “bucati” e di quello programmato per l’ultimo anno.
Con la risoluzione n. 39/E del 2 aprile 2019, l’Agenzia interviene nuovamente sul tema del credito di imposta per investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno, affrontando l’aspetto della corretta individuazione delle modalità di utilizzo del bonus in caso di effettuazione degli investimenti in un’annualità successiva rispetto a quella programmata.
Prima di entrare nel dettaglio delle indicazioni fornite dall’Agenzia, si propone sinteticamente il quadro normativo e di prassi della misura a oggi in vigore.
 
L’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 208/2015, ha istituito un credito di imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, effettuano l’acquisizione, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi, vale a dire macchinari, impianti e attrezzature varie, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
Il credito di imposta è riconosciuto nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 nonché nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Regolamento (Ue) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.
 
L’Agenzia delle entrate ha emanato le circolari 34/2016 e 12/2017, interpretative della richiamata disciplina agevolativa.
Con il provvedimento 14 aprile 2017, inoltre, l’Agenzia ha messo a disposizione il modello, con le relative istruzioni, per la presentazione, in via telematica, delle richieste di autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta, che può essere utilizzato anche per la rinuncia a una precedente richiesta o per la rettifica di una comunicazione già inviata.
Nel modello di comunicazione, il potenziale beneficiario della misura espone la cadenza temporale dell’investimento programmato, con indicazione dell’ammontare delle somme investite e del relativo credito di imposta.
L’Agenzia delle entrate, sulla base della completezza dei dati esposti nel modello, rilascia in via telematica, per ogni comunicazione presentata, apposita ricevuta attestante la fruibilità o meno del credito d’imposta.
Il contribuente, a partire dal quinto giorno successivo dalla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del bonus, può utilizzare lo stesso in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del Dlgs 241/1997.
 
Ciò premesso, il caso prospettato nell’istanza di interpello, dal quale prende spunto la risoluzione in questione, riguarda investimenti programmati negli anni X e X+1 e non realizzati in tali periodi, ma nel successivo X+2 e la possibilità di utilizzare, in quest’ultimo periodo d’imposta, l’intero ammontare del credito.
Sul punto, la risoluzione afferma che il contribuente è tenuto a comunicare all’Agenzia delle entrate l’avvenuta rettifica del piano di investimento, indicando puntualmente la traslazione nell’anno X+2 degli investimenti originariamente dichiarati per gli anni X e X+1.
Il documento di prassi precisa, inoltre, che il credito di imposta complessivo per l’anno X+2 sarà pari alla somma di quello inizialmente previsto per gli anni X e X+1 e di quello programmato per l’anno X+2.
La risoluzione ricorda, infine, che l’utilizzo in compensazione potrà essere effettuato, nei termini sopra indicati, solo dopo aver ottenuto la relativa ricevuta attestante la fruibilità del credito da parte dell’Agenzia, esponendo nel modello F24, quale anno di riferimento, l’anno X+2.

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