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Normativa e prassi

Cfp mense e catering:
le misure del decreto attuativo

Per ottenere il contributo le imprese interessate dovranno presentare, in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti

mensa

Via libera al contributo a fondo perduto per la ristorazione collettiva, mense e catering, pari a 100milioni di euro per l’anno 2021. Fra i beneficiari, le mense scolastiche, ospedaliere, dei luoghi di lavoro, delle caserme e delle carceri che nel 2020 hanno avuto un calo di fatturato a causa dell’emergenza sanitaria. L’importo massimo riconosciuto per ciascuna impresa che presenta la domanda è di 10mila euro. In un prossimo provvedimento delle Entrate saranno definiti i termini e modalità di richiesta del contributo. Le novità nel decreto firmato dal Mise di concerto con il Mef il 23 dicembre scorso.

Il decreto dà attuazione all’articolo 43-bis del Dl n. 73/2021 che aveva stanziato le risorse, nella misura di 100milioni di euro, da destinare alla ristorazione collettiva colpita dalla crisi economica derivante dalla pandemia.

Il contributo, nel dettaglio, spetta alle imprese che nel 2020 hanno avuto una riduzione del fatturato non inferiore al 15% rispetto al fatturato del 2019 e che svolgono servizi di ristorazione non occasionale di una comunità, definiti da un contratto con un committente pubblico o privato. Si tratta in sintesi della ristorazione per scuole, uffici, università, caserme, strutture ospedaliere, assistenziali, socio-sanitarie e detentive.

Istanze telematiche all’Agenzia
Per ottenere il contributo le imprese dovranno inviare un’istanza alle Entrate, direttamente o tramite un intermediario, indicando la sussistenza dei requisiti per la spettanza delle somme. I tempi e le modalità di invio saranno indicati in un provvedimento dell’Agenzia da emanare entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto attutivo.

Le imprese beneficiarie devono essere regolarmente iscritte e “attive” nel Registro delle imprese, avere la sede legale o operativa in Italia, avere almeno il 50% dei ricavi 2019 generato dai contratti con committenti pubblici o privati, non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali e non devono infine essere “in difficoltà” al 31 dicembre 2019 (definizione stabilita dall’articolo 2, punto 18, del regolamento di esenzione), condizione quest’ultima che non riguarda le microimprese o le piccole imprese che non hanno ricevuto aiuti per il salvataggio o per la ristrutturazione.

Le somme saranno accreditate dall’Agenzia direttamente sul conto corrente indicato dalle imprese richiedenti.
 

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