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Normativa e prassi

Circolazione indiretta dell’azienda:
quando l’operazione non è abusiva

L’Agenzia dà il via libera a una riorganizzazione societaria finalizzata a consentire la cessione dell’impresa condotta in affitto previo suo conferimento all’affittuaria

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Non configura un’ipotesi di abuso del diritto una sequenza negoziale strutturata in modo tale da consentire al cedente di cedere le partecipazioni anziché direttamente l’azienda e al cessionario di acquistare le partecipazioni per il tramite di un veicolo ad hoc che si indebiterà con gli istituti bancari per pagare il prezzo di cessione.
 
È questa, in sintesi, la soluzione operativa indicata dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 138/2019.

 
Quesito
Sulla base di quanto previsto dallo Statuto del contribuente (cfr articolo 10-bis, legge 212/2000), due società si sono rivolte all’Amministrazione per avere un parere circa il carattere abusivo o meno (sotto il profilo delle imposte dirette e dell’imposta di registro) di un’operazione di riorganizzazione aziendale strutturata come segue:
- costituzione di una società holding da parte degli attuali soci di una delle due società istanti, mediante conferimento delle partecipazioni rispettivamente detenute, per il tramite di una fiduciaria, nella predetta società in regime di “realizzo controllato”, senza emersione di plusvalenze imponibili
- conferimento in una delle due istanti dell’azienda di proprietà dell’altra (attualmente condotta in affitto dalla stessa conferitaria) in regime di neutralità fiscale
- cessione, da parte di una delle istanti, alla società holding delle partecipazioni ricevute a seguito del conferimento d’azienda in regime di (parziale) esenzione.
 
Risposta
L’Agenzia delle entrate, sulla base delle dichiarazioni e delle affermazioni delle società istanti nonché dell’analisi del contenuto dell’interpello e della relativa documentazione allegata, ritiene che la riorganizzazione societaria prospettata non comporti il conseguimento di alcun vantaggio indebito, non ravvisandosi alcun contrasto con la ratio di disposizioni fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario.
In particolare, l’operazione persegue la finalità di consentire la cessione dell’azienda condotta in affitto previo suo conferimento all’affittuaria. Questo assetto negoziale consente al cedente di cedere le partecipazioni anziché direttamente l’azienda e al cessionario di acquistare le partecipazioni per il tramite di un veicolo ad hoc che si indebiterà con gli istituti bancari per pagare il prezzo di cessione.
La sequenza negoziale nel suo complesso non presenta profili di illegittimità ai fini delle imposte sui redditi dal momento che il comportamento prescelto nella circolazione indiretta dell’azienda non configura un’ipotesi di abuso del diritto e la costituzione di un veicolo ad hoc per l’acquisizione non assume alcuna rilevanza a tal fine (cfr articolo 176, comma 3, Tuir).
 
Con riferimento all’imposta di registro, l’Agenzia sottolinea che, nel caso concreto, l’effettuazione del preventivo conferimento, finalizzato a scorporare l’azienda oggetto di cessione indiretta mediante il successivo trasferimento delle partecipazioni ottenute in cambio, non configura il conseguimento di un vantaggio indebito realizzato in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario.
Conclusione, quest’ultima, evidenzia l’Amministrazione, che non potrebbe valere qualora, a seguito della cessione delle partecipazioni nella società conferitaria, l’acquirente proceda alla sua incorporazione, anche inversa, mediante una fusione. In tal caso, infatti, sarebbe chiara la volontà di acquisire direttamente l’azienda, risultando il percorso negoziale posto in essere meramente strumentale al predetto obiettivo.

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