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Normativa e prassi

Come l’Oicr, per il Reit di Singapore
non si applica la ritenuta sui proventi

Le regole previste per questo tipo di organismi prevedono la gestione collettiva del risparmio raccolto da una pluralità di investitori e piena autonomia della società di gestione

oicr

Rientra tra gli “investitori istituzionali” la società estera autorizzata alla gestione di un Reit (real estate investment trust), che presenta le caratteristiche “tipiche” di un Oicr, esercita l'attività di gestione per il tramite di un veicolo istituito in un Paese white list e, di conseguenza, usufruisce del regime di non imponibilità previsto dall’articolo 7, comma 3, del Dl n. 351/2001, sulle somme percepite derivanti dalla partecipazione ad un fondo immobiliare italiano. In sintesi la risposta n. 345 del 26 agosto 2019 dell’Agenzia delle entrate.

Il quesito
A presentare la domanda è una società residente fiscalmente a Singapore, che ha chiesto all’autorità competente straniera, Monetary Autority of Singapore (MAS), l’autorizzazione per la gestione di un Reit. Quest’ultimo, come gestito dall’istante, ha intenzione di effettuare investimenti in un fondo immobiliare italiano di prossima costituzione, gestito da una Sgr Spa.
L’istante precisa che, ottenuta l’autorizzazione, gestirà gli asset del Reit in piena discrezionalità e in autonomia, senza intromissioni e controlli da parte degli investitori, e con il solo scopo di generare profitto a favore degli investitori, seguendo una politica predeterminata.

Descritte nel dettaglio le caratteristiche dell’operazione e dei partecipanti, la società chiede quale sia il corretto trattamento fiscale applicabile ai proventi percepiti dal real estate investment trust per la partecipazione, diretta o indiretta, al fondo immobiliare italiano, tramite un veicolo residente in un Paese white list, interamente controllato dal Reit.
L’istante aggiunge che, a differenza di quanto avviene per altre giurisdizioni, i real estate investment trust istituiti a Singapore possono essere equiparati, per caratteristiche, ai fondi immobiliari italiani e a sostegno di tale ipotesi presenta una nutrita documentazione integrativa.
In sostanza, secondo l’interpello, il Reit può rientrare tra gli “investitori istituzionali”, a norma dell’articolo 32, comma 3, del decreto legge n. 78/2010, e le somme derivanti dalla partecipazione al fondo italiano erogate al Reit estero possono beneficiare dell’agevolazione e non essere sottoposte a ritenuta, secondo l’articolo 7, comma 3, del decreto legge n. 351/2001, perché l’investitore è equiparabile a un Oicr.

Il parere dell’Amministrazione
Le argomentazioni “pro agevolazione” esposte nell’interpello convincono l’Agenzia delle entrate che condivide la tesi dell’istante.
Gli Oicr, in base alla definizione resa dall’articolo 1, comma 1, lettere j) e k), del Tuf, sono fondi comuni di investimento, costituiti in forma di patrimonio autonomo, suddivisi in quote, istituiti e gestiti da un gestore, che devono prevedere la gestione collettiva del risparmio raccolto tra una pluralità di investitori, nell’interesse e nell’autonomia d’azione degli stessi, in base a una politica di investimento predeterminata.
La norma agevolativa oggetto dell’interpello (articolo 7, comma 3, del Dl n. 351/2001) prevede la non imponibilità dei proventi da partecipazioni corrisposti da fondi immobiliari italiani a Oicr esteri appartenenti a Paesi white list. La partecipazione al fondo può essere diretta ma anche indiretta, qualora l’investitore estero partecipi in misura totalitaria in veicoli societari, purché siano con le stesse caratteristiche residenti in Stati, sempre white list.

L’Agenzia osserva che, in realtà, i real estate investment non si configurano, in genere, come fondi perché:

  • non hanno una politica di investimento predefinita ma modificano le strategie secondo l’andamento dei mercati
  • non hanno un’attività limitata nel tempo, ma si caratterizzano per un perpetual business
  • hanno uno scopo commerciale e, di solito, sono strutturati come “società”.

Tuttavia, da quanto descritto nell’interpello e dalle regole vigenti a Singapore, il Reit che l’istante andrà a gestire non sembra avere tali caratteristiche, viceversa si presenta come un soggetto assimilabile a un Oicr, in quanto:

  • è formato da una pluralità degli investitori
  • possiede una strategia di investimento predefinita e vincolante
  • gode di una piena autonomia di gestione rispetto agli investitori, che non hanno alcun potere di controllo.

Inoltre, l’attività della struttura, sottoposta alla preventiva autorizzazione e alla successiva supervisione della competente autorità di vigilanza estera, sarà effettuata da un gestore istituito e residente a Singapore, Paese incluso nella white list.

In definitiva, per l’Agenzia delle entrate il real estate investment trust descritto dall’istante può essere considerato un “investitore istituzionale” (articolo 32, comma 3, Dl n. 78/2010) e beneficiare del regime agevolativo che esenta da ritenuta i proventi erogati allo stesso dal fondo italiano.

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