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Normativa e prassi

Compliance e vending machine:
alert del Fisco per le anomalie

L’Agenzia delle entrate informa i gestori di distributori automatici delle discordanze riscontrate tra i dati dichiarati e quelli in possesso dell’Amministrazione e spiega come rimediare

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Definite, con il provvedimento 13 giugno 2019 dell’Agenzia delle entrate, le modalità di invio e i contenuti delle comunicazioni con le quali l’Amministrazione finanziaria informa i contribuenti Iva, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi tramite distributori automatici, di anomalie riscontrate nella trasmissione dei corrispettivi o del mancato censimento del distributore automatico.
Il provvedimento indica anche come i destinatari e la Guardia di finanza potranno consultare, in rete, il dettaglio dei dati che “non tornano”.

Con l’occasione ricordiamo che per tutti i gestori di distributori automatici, dal 1° gennaio 2018, sono obbligatorie la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri (articolo 2, comma 2, Dlgs 127/2015). Le regole tecniche sono state definite con tre distinti provvedimenti del 30 giugno 2016 (vedi articolo “Corrispettivi da vending machine: le regole per trasmetterli on line”, 29 novembre 2016 (vedi articolo “Vending machine, nuovi standard per l’invio dei dati alle Entrate”) e 30 marzo 2017 (vedi articolo “Corrispettivi da vending machine: la via senza porta di comunicazione”).

In particolare, le comunicazioni oggetto del provvedimento in esame, saranno recapitate via Pec a due tipologie di contribuenti:

  • coloro che risultano svolgere l’attività di commercio effettuato per mezzo di distributori automatici e non hanno censito alcun distributore
  • coloro che presentano ripetute anomalie nei flussi dei dati trasmessi in relazione ai distributori automatici che gestiscono.

Il dettaglio delle irregolarità riscontrate sulle singole vending machine sarà messo a disposizione del contribuente nell’area “L’Agenzia scrive” del portale “Fatture e corrispettivi”, sezione “Consultazione”, o nel proprio Cassetto fiscale.

Come rimediare
A seguito della comunicazione inviata dall’Agenzia, il contribuente che riconosce l’errore o l’omissione può rettificare l’irregolarità tramite ravvedimento operoso (articolo 13, Dlgs 472/1997). Ravvedimento operoso previsto anche per recuperare le eventuali violazioni nelle dichiarazioni Iva e nei versamenti d’imposta: la posizione può essere regolarizzata tramite dichiarazione integrativa e versamento della maggiore imposta dovuta, degli interessi e delle sanzioni ridotte.

Nel caso in cui sia errato il codice Ateco che individua l’attività economica esercitata, il contribuente deve provvedere alla variazione dello stesso inserendo il codice corretto nella prossima dichiarazione Redditi 2019.

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