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Normativa e prassi

Consolidato efficace con l’integrativa
che “aggiusta” l’opzione di adesione

La nuova dichiarazione, se presentata entro novanta giorni dalla scadenza e con pagamento della sanzione, sostituisce la precedente, sempreché quest’ultima sia stata inoltrata nei termini

tazza rotta

La scelta opzionale della tassazione di gruppo nella dichiarazione presentata nei termini e l’adozione di comportamenti coerenti delle parti portano al via libera, da parte dell’amministrazione finanziaria, all’adozione del consolidato fiscale, se con una successiva integrativa si è fatto posto a una nuova consolidata. È, in breve, quanto chiarisce l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 488 del 15 novembre 2019.
 
L’istante, società consolidante, non indicava, fra le partecipanti al regime opzionale della tassazione gruppo ai fini Ires, nel modello Redditi Sc-2018, quadro OP, per il triennio 2018-2020, una società perché questa non aveva ancora deliberato la partecipazione al consolidato fiscale.
Arrivata l’adesione, l’istante provvedeva, in data 21 dicembre 2018, a presentare una dichiarazione integrativa con l’aggiunta della società precedentemente rimasta fuori dal quadro OP, versando contestualmente la sanzione amministrativa tributaria prevista. La “nuova arrivata”, dal canto suo, nella nota integrativa riferita all'esercizio 2018, inseriva l’adesione al consolidato fiscale, specificando che il debito per imposte era stato rilevato “verso la società consolidante”.
Inoltre, precisa l’interpello, consolidata e consolidante, in riferimento al periodo d’imposta 2018, calcolavano l’Ires includendo la prima nella base imponibile del gruppo (articolo 118 del Tuir).
 
Il quesito
L’istante chiede se la dichiarazione integrativa e i comportamenti adottati rendano efficace il consolidamento fiscale della società da ultimo inserita per il triennio 2018-2020 o se sia necessario ricorrere alla remissio in bonis della dichiarazione relativa all’anno d'imposta 2018, modello Redditi Sc-2019.
Quest’ultima soluzione per l’istante è da escludersi perché, a suo parere, nella vicenda non sono riscontrabili violazioni, errori o omissioni, mentre ritiene rilevanti i comportamenti concludenti adottati, in linea con quanto stabilito dall’articolo 1 del Dpr n. 442/1997 in materia di opzioni e con la risposta dell’Agenzia n. 82/2019 (vedi articolo “La remissione in bonis salva il consolidato fiscale nazionale”).
 
La risposta dell’Agenzia
Il tema del chiarimento richiesto è il regime opzionale di tassazione di gruppo ai fini Ires, disciplinato dagli articoli 117 e seguenti del Tuir.
L’Agenzia preliminarmente ricorda che l’opzione in esame, per essere valida, deve essere comunicata all’amministrazione finanziaria con la dichiarazione relativa al primo periodo d’imposta dal quale si intende applicare la tassazione di gruppo.
Condizione rispettata dall’istante, che ha scelto il regime nel modello Redditi Sc-2018 per il triennio 2018-2020. La procedura è stata, quindi, correttamente eseguita anche se nel quadro OP non compariva l’ultima arrivata nella compagine. Del resto, osservano le Entrate, in tal caso, la consolidata non poteva essere indicata nel modello, mancando, al tempo della prima dichiarazione, la delibera di adesione.
 
La disciplina fiscale, tuttavia, considera valide le dichiarazioni dei redditi presentate entro novanta giorni dalla scadenza ordinaria, seppur dietro pagamento delle sanzioni per il ritardo. La stessa opportunità è prevista anche per le dichiarazioni integrative presentate entro lo stesso periodo per correggere errori od omissione di una dichiarazione presentata nei termini. In questo caso, l’integrativa sostituisce a tutti gli effetti la precedente sanando eventuali violazioni in essa compiuti (circolare n. 42/2016).
Quindi, l’opzione per il consolidato fiscale, già correttamente comunicata con la prima dichiarazione, è confermata anche con riferimento alla società consolidata con la dichiarazione integrativa del 21 dicembre2018, che “si sostituisce a quella originaria”.
 
In definitiva, la presentazione dell’integrativa e i comportamenti coerenti adottati dall’istante e dalla consolidata per il calcolo della base imponibile e della liquidazione dell’Ires completano gli adempimenti previsti per il consolidato fiscale, di conseguenza, in accordo con l’istante, l’Agenzia dà l’ok al consolidato senza passare per la remissio in bonis.

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