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Normativa e prassi

Consolidato mondiale. Dentro anche le società acquisite post opzione

La loro esclusione è ammessa se possono essere considerate di dimensioni non rilevanti

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La consolidante che acquisisce, solo dopo aver esercitato l'opzione per il consolidato mondiale, il controllo di società fiscalmente non residenti nel perimetro di consolidamento, deve comunque includerle nell'imponibile dello stesso, in linea con il principio di onnicomprensività dell'istituto. Resta ferma la possibilità di semplificare la determinazione dell'imponibile escludendole dal regime per l'anno di imposta 2008, ultimo esercizio di efficacia dell'opzione, purché le controllate non abbiano dimensioni rilevanti.

Lo chiarisce l'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 229/E del 6 giugno, in risposta all'interpello di una società, Alfa, che ha comunicato all'amministrazione la variazione dei dati relativi alla sussistenza dei requisiti per esercitare l'opzione per il consolidato mondiale, già messa in atto nel 2004. L'istante pone due questioni.
In primis, poiché ha acquisito in una fase successiva il controllo di alcune imprese non residenti attraverso la società Beta, in cui la stessa Alfa detiene partecipazioni per oltre il 68%, chiede se ha l'obbligo di includere redditi e perdite di queste controllate estere nell'imponibile del consolidato mondiale relativo al 2008.
In secondo luogo, in via subordinata e soltanto nel caso in cui la soluzione prospettata sia inconsistente per l'Amministrazione, vuole sapere se può escludere dal consolidato mondiale le controllate fiscalmente residenti in Francia, in quanto di "dimensioni non rilevanti".

In merito al primo quesito, l'interpellante ritiene di dover inglobare nel regime in oggetto soltanto le società non residenti di cui aveva il controllo già alla data di esercizio dell'opzione per il consolidato mondiale. La sua tesi troverebbe conferma indiretta nel dettato del Tuir in materia, che non prevede alcun differimento del termine per esercitare l'opzione del consolidato nazionale nel caso in cui l'acquisto di una società estera sia concluso nel corso del primo esercizio.
Sulla questione, l'Agenzia non è d'accordo. L'istituto del consolidato si caratterizza, infatti, per il principio "all in, all out", in base al quale si deve necessariamente includere nel regime ogni nuova controllata non residente nel perimetro di consolidamento, se sussistono i requisiti per il relativo esercizio.

Le Entrate si allineano, invece, all'ipotesi di esclusione dal regime del consolidato mondiale, prospettata in via sussidiaria dalla società interpellante. L'esclusione è ammissibile perché le controllate non residenti possono essere considerate di dimensioni non rilevanti. Attraverso questa operazione, come chiarisce l'Agenzia, si raggiunge l'obiettivo di semplificare la determinazione del reddito imponibile. Da un lato, infatti, si consente di non includere nel consolidato mondiale le controllate non residenti e, dall'altro, si riesce a escludere dal consolidato nazionale Beta, residente in Italia e dotata di un proprio consolidato nazionale distinto da quello dell'istante Alfa.
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