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Normativa e prassi

Contenzioso, indirizzi operativi: avanti sulla strada della qualità

Prosegue il progetto nato lo scorso anno. Assegnati, tra gli obiettivi di budget, due indicatori nuovi di zecca

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Corretta ed efficace difesa in giudizio degli interessi erariali, ricorso, quando possibile, agli istituti deflativi del contenzioso, prosecuzione del progetto “Qualità”, avviato lo scorso anno con l’obiettivo di aumentare gli esiti favorevoli delle controversie di maggior valore economico. Sono questi i principali punti degli indirizzi operativi in materia di contenzioso tributario, contenuti nella circolare n. 24/E del 15 maggio.   Miglioramento della sostenibilità della pretesa tributariaIl successo nelle controversie è senza dubbio una delle leve strategiche per la crescita del gettito.Un obiettivo nella cui ottica vanno letti anche i cambiamenti organizzativi che hanno interessato l’agenzia delle Entrate:
  • l’istituzione delle direzioni provinciali, le cui “aree legali”, oltre alla difesa in giudizio, sono chiamate a svolgere le attività istruttorie relative all’autotutela, alla conciliazione giudiziale, alla la sollecita esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali
  • l’attribuzione alle direzioni regionali dell’attività di controllo e contenzioso nei confronti dei “grandi contribuenti” (soggetti con volume d’affari, ricavi o compensi non inferiori a 100 milioni di euro).
Un obiettivo che non può non passare per tempestive ed esaurienti costituzioni in giudizio, costanti e qualificate partecipazioni alle udienze, sollecita esecuzione degli adempimenti conseguenti alle sentenze. L’atto di indirizzo ministeriale per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2009 – 2011 prevede anche, come anticipato, l’adozione di “ogni iniziativa diretta alla diminuzione della conflittualità nei rapporti con i contribuenti mediante il diffuso ricorso agli istituti deflativi del contenzioso”. Le strutture territoriali sono, quindi, chiamate a favorire l’utilizzo, ricorrendone i presupposti, di autotutela e conciliazione giudiziale. Strumenti ai quali, come del resto a tutti gli altri della stessa “famiglia” (dall’adesione al pvc all’acquiescenza), il contribuente è spinto a ricorrere proprio dalla consapevolezza che l’Agenzia difende efficacemente in giudizio l’atto impugnato. Insomma, un circolo virtuoso. Gli obiettivi: i numeriCiò a cui sono chiamati le strutture territoriali risulta ancor più esplicito dalla disanima dei numeri, contenuti negli obiettivi di budget e in quelli operativi.Relativamente ai primi, spiccano, rispetto allo scorso anno, due nuovi indicatori:
  • invio all’Avvocatura generale dello Stato della relazione per il controricorso in cassazione e per l’eventuale ricorso incidentale entro 20 giorni dalla data in cui è avvenuta la prima notifica del ricorso per cassazione (obiettivo 100%)
  • esecuzione - entro 120 giorni dalla data in cui si verifica il relativo presupposto - dell’iscrizione a ruolo conseguente ad avvisi di accertamento imposte dirette e Iva oggetto di giudizio davanti alle commissioni tributarie (obiettivo 80%).
Per quanto riguarda gli obiettivi operativi, circa i quali viene confermato il ruolo di “insostituibile ed obbligatorio strumento di ausilio” assunto dalle applicazioni informatiche, va segnalata la conferma “a regime” di un indicatore che l’anno scorso era stato introdotto a titolo sperimentale: l’incremento, rispetto alla media percentuale registrata nel biennio precedente, degli esiti favorevoli in Ctp e in Ctr in riferimento ai ricorsi avverso atti di accertamento.Il miglioramento non va calcolato in base al numero delle decisioni, ma in base ai valori complessivi in contestazione. Ciò, coerentemente con una direttiva contenuta nell’atto di indirizzo, in materia di “successo della difesa in giudizio degli interessi erariali, in particolar modo con riferimento alle controversie ad elevata rilevanza giuridica ed economica”. Va avanti il progetto “Qualità del contenzioso tributario”Anche se effettuata su piccoli numeri, l’analisi, positiva, dei risultati dello scorso anno spingono a ritenere opportuna una continuazione del “progetto”, nell’ambito del quale le direzioni regionali sono chiamate, mediante una costante azione di monitoraggio e assistenza, a intervenire in modo mirato e tempestivo, allo scopo di assicurare il miglioramento dell’efficacia dell’azione difensiva e l’uniformità di comportamento degli uffici.
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