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Normativa e prassi

Corrispettivi per il “Contratto Plus”:
l’energia verde attrae l’Iva al 10%

Si applica l’aliquota ridotta se l’uso è domestico, la distribuzione è effettuata attraverso contratto di servizio e la produzione deriva da fonti rinnovabili o da impianti ad alto rendimento

energia verde

Le somme percepite da una società per l’installazione e la manutenzione di impianti di riscaldamento e condizionamento nei condomini, tramite “Contratto servizio energia Pus”, possono beneficiare dell’Iva al 10% se l’energia è per uso domestico e proviene da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento. Aliquota ridotta anche per la parte variabile riferibile alla quantità di energia, se è anch’essa green o, in caso di somministrazione di gas metano per uso civile, se il consumo è limitato a 480mc annui.
Diversamente l’aliquota Iva sarà quella ordinaria.
Il chiarimento arriva dall’Agenzia con l’interpello n. 288 del 22 luglio 2019.
L’istante è una società che effettua installazioni trasformazioni, ampliamento e manutenzione di impianti di riscaldamento, di ventilazione e condizionamento, utilizzando, con riferimento alle utenze domestiche, il Contratto servizio energia Plus. Tale contratto prevede:

  • l’analisi dell’impianto esistente
  • la progettazione per interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica di almeno il 10%
  • il finanziamento di tali interventi
  • la realizzazione o la sostituzione dell’impianto
  • un’attività di controllo e monitoraggio.

Per tali prestazioni l’istante percepisce un corrispettivo composto da un prezzo base fisso, correlato all’investimento realizzato e agli eventuali costi di manutenzione straordinaria dell’impianto, e da una quota variabile (prezzo di lavoro), cioè il compenso per l’energia e la manutenzione ordinaria fornite, legata al consumo di energia.
La società chiede di conoscere la corretta aliquota Iva da applicare a entrambi i corrispettivi percepiti a seguito della fornitura di energia per le utenze domestiche ai propri clienti, tramite “Contratto servizio energia plus”.
Riguardo l’Iva applicabile al corrispettivo fisso, l’Agenzia rileva che il Contratto servizio energia, in versione semplice e plus, è oggi disciplinato dal Dlgs n. 115/2008. Tale disposizione, in particolare, prevede l’applicazione dell’aliquota Iva al 10% solo in presenza delle seguenti condizioni:

  • uso domestico dell’energia
  • distribuzione del bene tramite un contratto servizio energia, inclusa la versione plus
  • produzione di energia da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

Per quanto riguarda la parte variabile l’Agenzia ritiene che il corrispettivo possa usufruire dell’Iva agevolata al 10% parimenti, per le forniture di energia prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento (punto 122 della Tabella A, Parte III, Dpr n. 633/1972) e per la somministrazione di gas metano utilizzato per uso civile, limitatamente a 480mc annui (vedi  punto 127-bis della medesima Tabella A e inoltre, circolare n. 2/2008).
Ne consegue che il corrispettivo per la fornitura della componente energia del Contratto può usufruire dell’aliquota Iva al 10% al ricorrere di tali condizioni.
Negli altri casi, conclude l’Agenzia, il corrispettivo per la fornitura dell’energia riferibile al contratto in esame sconterà l’aliquota Iva ordinaria.

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