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Normativa e prassi

Costi black list non separati:
sì alla definizione agevolata

La violazione si può regolarizzare con la procedura di sanatoria delle irregolarità formali, anche se i relativi atti di irrogazione sanzioni sono oggetto di controversie pendenti

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Con la definizione agevolata delle irregolarità formali può essere sanata anche la mancata indicazione nella dichiarazione dei redditi dei componenti negativi di reddito derivanti da operazioni con soggetti domiciliati nei paesi a fiscalità previlegiata. Ciò anche se i relativi atti di irrogazione delle sanzioni siano oggetto di controversie pendenti.
È questo, in sintesi, quanto precisato dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 101/2019.
 
Quesito
Una società attiva nella commercializzazione di prodotti importati da paesi a fiscalità privilegiata si è rivolta all’Amministrazione per sapere se la violazione dell’obbligo di separata indicazione in dichiarazione dei costi black list rientri nell’ambito della definizione delle irregolarità formali. Più precisamente, l’istante chiede se attraverso questa procedura di regolarizzazione sia possibile definire gli atti di irrogazione delle sanzioni oggetto di una controversia pendente.
 
Risposta
Dopo aver brevemente richiamato la disciplina in materia di indicazione nella dichiarazione dei redditi dei componenti negativi derivanti da operazioni con soggetti domiciliati in paesi a fiscalità privilegiata (normativa più volte modificata nel corso del tempo – vedi articolo 110, Tuir: articolo 1, commi 301-302, legge 296/2006; articolo 1, comma 142, lettera a, legge 208/2015), l’Agenzia ricorda che la definizione agevolata delle irregolarità formali è stata introdotta dal Dl 119/2018 (articolo 9).
Con questo meccanismo di regolarizzazione (che prevede il pagamento di 200 euro per ciascun periodo d’imposta e la rimozione della violazione) possono essere definite, non solo le violazioni già contestate in processi verbali di constatazione, ma anche quelle oggetto di atti di contestazione e di irrogazione sanzione già notificati e non diventati definitivi al 19 dicembre 2018 (data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl).
Pertanto, conclude l’Agenzia, non si ravvisano preclusioni alla definizione delle violazioni commesse dall’istante attraverso la regolarizzazione agevolata delle irregolarità formali.
Peraltro, prosegue l’Amministrazione, con riferimento alle controversie tributarie pendenti, la predetta modalità di definizione agevolata straordinaria risulta alternativa rispetto alla sanatoria delle liti (disciplinata dall’articolo 6, Dl 119/2018). Ne consegue che gli atti di irrogazione delle sanzioni oggetto di definizione agevolata possono essere definiti alternativamente ai sensi dell’articolo 6 o dell’articolo 9 del decreto.

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