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Normativa e prassi

Costi chilometrici di auto e moto:
a ciascuno il suo fringe benefit

Rese note le consuete tabelle annuali per determinare l’imponibile da includere nel reddito di lavoro dipendente, quando il veicolo aziendale è utilizzato anche per uso personale

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L’Agenzia Entrate, con il comunicato pubblicato nel supplemento ordinario n. 58 alla Gazzetta n. 298 di giovedì 22 dicembre, “assegna” un fringe benefit per ogni veicolo, valido per tutto il 2017.
Dal ciclomotore all’auto elettrica, ognuno ha il suo. Le tabelle, elaborate dall’Aci, tengono conto dei costi di esercizio del mezzo e della sua progressiva usura, come previsto dalla normativa vigente (articolo 3, comma 1, Dlgs 314/1997).
 
Nove tabelle in tutto, che si riferiscono alle seguenti categorie di autovetture e motocicli:
  • autoveicoli a benzina in produzione
  • autoveicoli a gasolio in produzione
  • autoveicoli a benzina-gpl e benzina-metano in produzione
  • autoveicoli elettrici e ibridi in produzione
  • autoveicoli a benzina fuori produzione
  • autoveicoli a gasolio fuori produzione
  • autoveicoli a benzina-gpl e benzina-metano fuori produzione
  • autoveicoli elettrici e ibridi fuori produzione
  • motoveicoli.
I valori espressi nelle tabelle vanno utilizzati per quantificare forfetariamente l’importo della remunerazione aggiuntiva derivante al dipendente dalla possibilità di utilizzare il veicolo aziendale anche per fini privati. Infatti, l’articolo 51, comma 4, lettera a), del Tuir, dispone che, per gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, il valore del “beneficio marginale” è uguale al 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali elaborate dall’Aci, al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente.
L’ultima colonna di ciascuna tabella riporta il fringe benefit annuale.
 
Le tabelle possono essere utilizzate anche per calcolare i rimborsi spettanti a dipendenti e professionisti che utilizzano il proprio mezzo a favore dell’azienda; a tale scopo, torna utile la penultima colonna “costo chilometrico” calcolato su una percorrenza di 15mila km.
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