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Normativa e prassi

Credito d’imposta digitalizzazione:
cedibile insieme al ramo d’azienda

La società a cui è stato trasferito il bonus per gli interventi di ammodernamento delle sale cinematografiche deve rispettare le condizioni per la fruizione dell’agevolazione

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Il tax credit generato dagli interventi di digitalizzazione degli impianti cinematografici può essere trasferito mediante il conferimento di ramo d’azienda e la successiva cessione della partecipazione a un’altra società operante nel medesimo settore. È questa, in sintesi, la conclusione a cui è giunta l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 66/2019.


Quesito
L’istanza di interpello è stata presentata da una società attiva nel settore cinematografico che tra il 2010 e il 2017 ha effettuato investimenti per interventi di digitalizzazione degli impianti delle sale. Per questi lavorio è stato richiesto e ottenuto il credito d’imposta per la digitalizzazione degli impianti cinematografici (“tax credit digitale”).
Successivamente, la società ha conferito il ramo di azienda relativo all’attività di esercizio cinematografico (tra i cui asset risulta compreso il tax credit) in una società di nuova costituzione, posseduta al 100%, rimanendo comunque proprietaria del compendio immobiliare relativo alla multisala, concesso in locazione alla conferitaria. Infine, l’istante sottolinea, le quote della conferitaria sono state poi cedute a un’altra società operante nello stesso settore, con la quale non sussiste alcun rapporto di natura partecipativa o contrattuale.
Pertanto, l’interpellante chiede di sapere se il credito d’imposta generato dagli interventi di digitalizzazione degli impianti delle sale cinematografiche sia trasferibile mediante il conferimento di ramo d’azienda e successiva cessione della partecipazione a un’altra società operante nel medesimo settore.
 
Risposta
Il credito d’imposta per la digitalizzazione degli impianti cinematografici è stato introdotto dalla Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 327, lettera c, legge 244/2007).
A partire dal 1° gennaio 2017, la legge 220/2016 ha abrogato la disciplina originaria e ha previsto un credito d’imposta per le imprese di esercizio cinematografico, in misura non inferiore al 20% e non superiore al 40% delle spese complessivamente sostenute per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive, per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche, per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale (articolo 17). 
 
La stessa legge 220/2016 stabilisce che i crediti d’imposta dalla stessa disciplinati (quindi anche quello oggetto dell’istanza di interpello) sono cedibili dal beneficiario (nel rispetto delle disposizioni contenute negli articoli 1260 e seguenti del codice civile, previa adeguata dimostrazione del riconoscimento del diritto da parte del Ministero competente e dell’effettività del diritto al credito) a intermediari bancari (compreso l’Istituto per il credito sportivo), finanziari e assicurativi sottoposti a vigilanza prudenziale (articolo 21, comma 4). A loro volta, i cessionari possono utilizzare il credito ceduto solo in compensazione dei propri debiti d’imposta o contributivi.
In altri termini, la legge espressamente consente la cedibilità del tax credit a favore di determinati soggetti; ne consegue che lo stesso non può essere ceduto a soggetti diversi da quelli espressamente indicati dalla norma.
 
Fatta questa premessa di carattere normativo, l’Agenzia passa all’esame del caso concreto, la cui peculiarità è data dal fatto che il credito d’imposta è stato trasferito a una società neocostituita (e interamente posseduta) insieme al ramo d’azienda in relazione al quale sono stati effettuati gli investimenti agevolati. Inoltre, in un secondo momento il 100% delle quote della conferitaria è stato ceduto a una terza società, operante nel settore cinematografico.
Quest’ultima, quindi, per effetto dell’acquisizione delle partecipazioni della conferitaria, ha acquisito anche il credito d’imposta, ma non la proprietà della multisala cinematografica (rimasta in capo alla società interpellante), della quale ha comunque la disponibilità, in forza di un contratto di locazione.
Secondo l’Agenzia, il trasferimento del tax credit unitamente al ramo d’azienda che lo ha generato non si pone in contrasto né con la lettera né con la ratio della disciplina di riferimento (in particolare, l’articolo 21, legge 220/2016) a patto, però, che il cessionario rispetti le condizioni previste per la fruizione dell’agevolazione nello svolgimento dell’attività d’impresa, a pena di decadenza dal beneficio fiscale.
Infine, l’Agenzia indica quali sono gli adempimenti procedurali a carico del cedente:
- comunicare alla direzione generale Cinema del ministero per i Beni e le Attività culturali i dati anagrafici e il codice fiscale del cessionario, nonché l’importo del credito ceduto
- indicare nel quadro RU “Crediti di imposta concessi a favore delle imprese” della dichiarazione dei redditi, il credito riconosciuto, utilizzando il codice D6
- esporre nella sezione VI-B, del quadro RU, i dati identificativi del cessionario nonché l’importo del credito ceduto.
 

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