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Normativa e prassi

Dall’Agenzia delle entrate
una sestina di principi di diritto

Due riguardano il trattamento dei proventi derivanti da strumenti finanziari riservati da una società ai manager e di quelli derivanti da diritti patrimoniali rafforzati

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A completare il quadro degli argomenti esaminati nei principi di diritto dal n. 3 al n. 8 del 2019: dichiarazione e certificazioni dei sostituti d'imposta; indennità risarcitorie nell’ambito di accordi transattivi; incentivi fiscali all’investimento in Pmi innovative; trattamento dell’utilizzo cumulato dei buoni pasto oltre il limite di otto.
 
Principio di diritto n. 8
Una società estera senza stabile organizzazione, proprietaria di alcuni immobili in Italia, che ha conferito l’incarico a professionisti residenti per prestazioni tecniche relative a lavori di ristrutturazione, deve operare le ritenute d’acconto sui relativi compensi corrisposti e rilasciare l’apposita Certificazione unica. Il mancato rispetto di tali adempimenti è sanzionato ai sensi dell’articolo 4, comma 6-quinquies, Dpr 322/1998.
 
Principio di diritto n. 7
Ai fini della rilevanza reddituale degli indennizzi corrisposti per effetto di accordi transattivi (articolo 6, comma 2, Tuir), se la determinazione del danno patrimoniale avviene sulla base della differenza tra il costo di acquisto delle partecipazioni (anche a seguito di operazioni di conversione di prestiti obbligazionari) e il prezzo della relativa vendita e, dunque, pari alla minusvalenza realizzata su queste azioni, detto importo assume rilevanza ai fini Ires in quanto rettifica del costo di acquisto originario, cui consegue la pari riduzione delle minusvalenze da utilizzare in compensazione in sede di dichiarazione dei redditi.
 
Principio di diritto n. 6
Il divieto di cumulo oltre il limite di otto buoni pasto (articolo 4, comma 1, lettera d, Dm 122/2017) non incide sui limiti di esenzione dal reddito di lavoro dipendente (5,29 euro giornaliero ovvero, per i buoni elettronici, 7 euro). La non concorrenza al reddito di lavoro dipendente (e assimilato) delle prestazioni sostitutive di mensa aziendale erogate sotto forma di buoni pasto opera nei limiti stabiliti dall’articolo 51, comma 2, lettera c, Tuir, a prescindere dal numero di buoni utilizzati. Pertanto, il datore di lavoro è tenuto alla verifica dei limiti di esenzione rispetto al valore nominale dei buoni erogati.
 
Principio di diritto n. 5
Nei casi di investimenti in partecipazioni societarie effettuati dai manager, il rispetto del requisito dell’investimento minimo dell’1% (articolo 60, comma 1, lettera a, Dl 50/2017) richiede, ai fini della presunzione legale di qualificazione come redditi di capitale dei proventi percepiti dai manager, derivanti da diritti patrimoniali rafforzati, “un esborso effettivo pari ad almeno l’1 per cento…del patrimonio netto nel caso di società (…)”. Non è condivisibile la tesi volta a circoscrivere la base di commisurazione dell’investimento minimo dei manager al solo capitale investito dalla società partecipata nelle partecipazioni di società di un particolare settore anziché all’intero patrimonio netto corrente della medesima società.
Circa il requisito della lettera b (postergazione dell’extrarendimento), la distribuzione dell’extrarendimento è subordinata all’effettivo rimborso agli altri investitori del capitale investito unitamente a un rendimento minimo (“hurdle rate”). Pertanto, per l’integrazione del requisito, non basta la maturazione dell’hurdle rate, ma è necessaria l’erogazione agli altri investitori (inclusi i manager detentori di azioni ordinarie) del capitale investito, sia pur riferito a uno specifico investimento, e del rendimento minimo.
 
Principio di diritto n. 4
Nell’ipotesi in cui l’offerta di stock option emesse da una Pmi innovativa iscritta nell’apposito registro venga effettuata non in favore di un proprio dipendente, ma di un dipendente della società controllata, è inapplicabile l’agevolazione - prevista dall’articolo 27 del Dl 179/2012 per le start up innovative e gli incubatori certificati, ed estesa alle Pmi innovative dall’articolo 4 del Dl 3/2015 – consistente nell’esenzione fiscale e contributiva del reddito di lavoro dipendente derivante dall’assegnazione, ai propri amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi, di strumenti finanziari (o di ogni altro diritto o incentivo che preveda l’attribuzione di strumenti finanziari) nonché dall’esercizio di diritti di opzione attribuiti per l’acquisto di strumenti finanziari emessi da quei soggetti.
La mancanza di un rapporto di lavoro tra il lavoratore e la Pmi innovativa attribuisce rilevanza fiscale, nel periodo d’imposta di esercizio del diritto di opzione, al reddito di lavoro dipendente derivante dalla differenza tra il valore delle stock option alla data di esercizio del diritto e il prezzo corrisposto dal dipendente.
 
Principio di diritto n. 3
La mancata integrazione da parte degli amministratori di società della percentuale di investimento minimo dell’1% (articolo 60, comma 1, lettera a, Dl 50/2017) - ai fini della qualificazione come redditi di capitale dei proventi da essi percepiti, derivanti da diritti patrimoniali rafforzati - dovuta alla presenza nel regolamento di un fondo di una clausola, non modificabile né integrabile, che pone dei limiti massimi all’investimento, non esclude la necessità di un inquadramento reddituale di tali proventi, da analizzare alla luce delle previsioni regolamentari e della documentazione prodotta.

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