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Normativa e prassi

Donazione di quote societarie:
esenzione se il controllo è totale

L’agevolazione spetta ai discendenti che, in regime di comproprietà, garantiscono la funzionalità e l’unitarietà dell’impresa per un periodo non inferiore a cinque anni

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Se si effettua una contestuale e congiunta donazione di diritti di usufrutto e quote di partecipazione di proprietà, grazie alle quali i “donatari” acquisiscono il controllo della società, spetta l’agevolazione prevista dall’articolo 3, comma 4-ter del Dlgs n. 346/1990. E’ questa la risposta dell’Agenzia all’interpello n.  257 del 17 luglio 2019.

Quesito
Due genitori decidono di donare, con atto di donazione congiunto e contestuale, ai due figli, in comproprietà, i diritti di usufrutto e le quote di partecipazione, a titolo di piena proprietà, possedute in una società. In seguito al trasferimento delle quote, a titolo gratuito, i due “donatari” acquisirebbero congiuntamente il controllo di diritto sulla stessa società e, beneficiando dell’esenzione dalle imposte di successione e donazione, diventerebbero comproprietari di partecipazioni societarie e di diritto di usufrutto su partecipazioni. L’interpellante, ossia uno dei due figli, chiede all’Agenzia se all’atto di donazione delle quote si possa applicare l’esenzione dall’imposta, prevista all’articolo 3, comma 4-ter del Dlgs n. 346/1990 (Tus).

Risposta delle Entrate
L'Agenzia ritiene applicabile l’agevolazione prevista in caso di donazione dal momento che le contestuali cessioni, da parte dei genitori, sono collegate funzionalmente, in quanto finalizzate a realizzare una complessiva finalità economica e a garantire il passaggio generazionale dell’impresa ai discendenti conservandone l’unitarietà e la funzionalità. Nel caso in esame, proprio grazie alla cessione contestuale e congiunta di partecipazioni e di diritti di usufrutto su partecipazioni, i figli acquisiscono il totale controllo della società, in comunione. Il raggiungimento del controllo societario, infatti, deriva proprio dal possesso, in comunione, dei diritti di usufrutto sulle partecipazioni e di partecipazioni societarie. Pertanto la fruizione dell’agevolazione prevista dal Tus è vincolata alla sussistenza in capo al beneficiario di una situazione di controllo di diritto: per questo la risposta delle Entrate è positiva.

Precisa l’Agenzia, tuttavia, che il mancato rispetto della condizione, ossia il venir meno della comunione prima di cinque anni dal trasferimento delle quote di partecipazione, a titolo di proprietà, comporta la perdita del requisito del controllo e, dunque, la decadenza dal beneficio. Inoltre, fa scattare il pagamento dell’imposta nella misura ordinaria e della sanzione amministrativa (prevista dall’articolo 13 del Dlgs n. 471/1997) e degli interessi di mora che decorrono dalla data in cui l’imposta di donazione avrebbe dovuto essere pagata.

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