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Normativa e prassi

Erogazioni liberali pro Soka Gakkai:
le “carte” che avallano la deduzione

Ufficiale l’elenco dei documenti da tenere nel cassetto per dimostrare di aver effettivamente destinato le somme elargite per la realizzazione delle attività dell’Istituto religioso

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Attestazione di versamento sul conto corrente postale, ricevuta della banca comprovante l’avvenuto accredito dell’importo (tramite bonifico o altro mezzo di pagamento) o ancora, in caso di versamento con assegno, dettagliata (eseguita su appositi stampati numerati progressivamente, dove indicare cognome, nome e comune di residenza del donante, somma donata e causale dell’erogazione) quietanza liberatoria del ricevente.
Questi i documenti da conservare per poter dedurre le erogazioni liberali effettuate nei confronti dell’Istituto buddista italiano Soka Gakkai.
Lo stabilisce il decreto ministeriale del 23 febbraio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 di ieri, 13 marzo.
 
Si tratta di uno degli step attuativi della legge 130/2016 che ha disciplinato i rapporti tra lo Stato italiano e l’Istituto in argomento.
In particolare, le disposizioni normative si riferiscono al comma 2 dell’articolo 17, quello che prevede, dal 2016, la possibilità per le persone fisiche di scalare dal proprio reddito complessivo ai fini Irpef - fino a un importo massimo di 1.032,91 euro - le erogazioni liberali effettuate nei confronti della confessione religiosa.
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