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Normativa e prassi

Il Fisco avverte, in dichiarazione
alcuni redditi mancano all’appello

Ricevuta la comunicazione via Pec o per posta ordinaria, il destinatario può chiedere altre informazioni o segnalare fatti o circostanze non conosciuti dall’Amministrazione

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L’adempimento spontaneo e un dialogo sempre più semplice e diretto tra Fisco e cittadino sono, ormai, i fili conduttori di ogni iniziativa dell’Amministrazione finanziaria. Questa la ratio guida, quindi, anche del provvedimento 15 febbraio 2019 con il quale l’Agenzia delle entrate, come previsto dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi 634-636, legge 190/2014), stabilisce le modalità con cui il Fisco mette preventivamente a disposizione dei contribuenti e della Guardia di finanza, elementi e informazioni dai quali risultano redditi, di varie tipologie, omessi o dichiarati soltanto in parte. Nel provvedimento anche le indicazioni per regolarizzare la posizione mediante ravvedimento operoso.
 
Quali redditi
Le anomalie riscontrate e segnalate nelle comunicazioni riguardano i redditi:

  • provenienti dalla locazione di fabbricati sottoposti a tassazione ordinaria o a cedolare secca
  • di lavoro dipendente e assimilati
  • derivanti da assegni periodici
  • di partecipazione (articoli 5 e 6, Tuir) nonché quelli derivanti da partecipazione in Srl a ristretta base proprietaria (articolo 116, Tuir)
  • diversi (articolo 67, Tuir)
  • di lavoro autonomo abituale e professionale
  • di lavoro autonomo abituale e non professionale
  • di capitale di varia provenienza. 
     

Le anomalie riscontrate, via Pec o per posta ordinaria
I contribuenti interessati riceveranno una comunicazione dell’Agenzia contenente i dati presenti in Anagrafe tributaria relativi alle anomalie riscontrate, gli estremi del modello presentato dal quale non risultano i redditi percepiti oggetto della comunicazione e l’importo omesso complessivamente.
La segnalazione arriva alla casella di posta certificata del contribuente. In caso di indirizzo Pec non attivo o non registrato presso l’Inipec, invece, la comunicazione segue la tradizionale via della posta ordinaria.
 
La parola al contribuente
Il destinatario della comunicazione può chiedere, direttamente o tramite intermediario, ulteriori elementi all’Amministrazione finanziaria o segnalare fatti e circostanze sconosciuti al Fisco, tramite i Cam o gli uffici provinciali dell’Agenzia, seguendo le indicazioni della comunicazione stessa. È inoltre possibile trasmettere documentazione utilizzando il canale di assistenza Civis.

Per regolarizzare, ravvedimento operoso
E se il Fisco ha ragione, il contribuente può sanare errori od omissioni, regolarizzando così la propria posizione, tramite ravvedimento operoso, utilizzando i dati presenti nell’avviso ricevuto. In particolare, per rimettersi al passo deve presentare una dichiarazione integrativa e versare le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni per infedele dichiarazione in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni contestate così come prevede la disciplina del ravvedimento (articolo 13, Dlgs 472/1997).

La via agevolata è applicabile anche se l’irregolarità è stata già constatata o nel caso in cui siano in corso accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo delle quali gli interessati abbiano avuto formale conoscenza. Strada chiusa al ravvedimento, invece, nel caso di formale notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione sanzioni, o, in generale, di accertamento, e di comunicazione di irregolarità riscontrata a seguito di controlli automatici e formali delle dichiarazioni.

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