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Normativa e prassi

Fissata la quota sconto d’imposta per le imprese che fanno squadra

Percentuale calcolata rapportando ai 20 milioni stanziati l’importo totale richiesto con il modello “Reti”

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Le aziende che hanno unito le forze, costituendosi in reti d’impresa, beneficeranno per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010 di un risparmio d’imposta pari al 75,3733 per cento. La soglia è stata stabilita con provvedimento direttoriale del 13 giugno, così come previsto dal precedente intervento in materia del 14 aprile.
Lo sconto è stato calcolato rapportando al limite degli stanziamenti per il 2011, che la norma introduttiva dell’agevolazione fissa in 20 milioni di euro (comma 2-quinquies, articolo 42, Dl 78/2010), il totale di risparmio d’imposta complessivamente richiesto con il modulo ad hoc, il modello “Reti”, approvato con il richiamato provvedimento del 14 aprile scorso.
A tal proposito si ricorda che le imprese interessate hanno potuto trasmettere le proprie richieste dal 2 al 23 maggio scorsi, avvalendosi di un apposito software “AgevolazioneReti” che ha consentito la compilazione e l’invio on line delle comunicazioni contenenti i dati necessari all’ammissione allo sconto fiscale, relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010. Al 23 maggio, le richieste arrivate all’Agenzia hanno superato quota 26 milioni di euro.
In cosa consiste il “premio” Chi aderisce a un contratto di rete, traducibile in varie forme di collaborazione tra imprese per lo più di piccole dimensioni, può accedere a un bonus consistente in un regime di sospensione d’imposta, per la quota di utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinata alla realizzazione, entro l’esercizio successivo, di investimenti previsti dal programma comune dello stesso contratto.
In pratica, con il contratto di rete, più imprenditori si obbligano, sulla base di un “programma comune”, a collaborare nell’esercizio delle proprie attività, a scambiarsi informazioni o prestazioni, o anche a esercitare insieme le attività oggetto della propria impresa, in modo da diventare una realtà competitiva, in grado di contare nel contesto economico del mercato globale e dare una spinta vitale al sistema produttivo del Paese.
Tutto ciò ha ispirato la norma che, però, al fine di evitare l’uso distorto di tali coalizioni, ha comunque posto precise condizioni per usufruire del beneficio fiscale e messo al timone dell’operazione, valida fino al 2013, l’Agenzia delle Entrate che, di volta in volta, sulla base dei dati risultanti dalle comunicazioni trasmesse, determinerà la percentuale massima del risparmio di imposta spettante a ciascuna impresa, con metodo proporzionale. Dovrà, cioè, tener conto del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e quello del risparmio d’imposta complessivamente richiesto. La percentuale sarà puntualmente resa nota attraverso appositi provvedimenti direttoriali. Con il primo, come anticipato, la quota si attesta a oltre il 75% di sconto.
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