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Normativa e prassi

Per fruire dei benefici Iva disabili
è sufficiente l’“accompagnamento”

Le disposizioni legislative sull’argomento, nel corso degli anni, hanno esteso le agevolazioni fiscali a un numero sempre maggiore di categorie di soggetti con handicap sia fisico che mentale

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Le diverse risultanze di due distinti verbali dell’Inps, emanati da commissioni differenti, non ostacolano la fruizione dei benefici fiscali relativi all’acquisto agevolato di veicoli destinati al trasporto del disabile psichico grave, al quale è stata tra l’altro riconosciuta l’indennità di accompagnamento. Le norme, infatti, nel tempo hanno allargato sempre più la platea dei beneficiari, in particolare, con l’articolo 30, comma 7, della legge 388/2000, il legislatore ha incluso, tra i destinatari del bonus fiscale, anche “…i soggetti con disabilità psichica di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento…”.

Questo afferma l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 79 del 27 febbraio 2020, tranquillizzando il papà di un minore affetto da un grave handicap mentale, che gli impedisce di compiere in autonomia gli atti quotidiani della vita, nonostante sia in grado di deambulare.
Il genitore, in effetti, era perplesso riguardo alla possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali accennate, in quanto, se da un lato l’Inps aveva riconosciuto al giovane l’invalidità civile con indennità di accompagnamento, dall’altro, nel momento dell’accertamento dell’handicap per la legge 104/1992, gli aveva disconosciuto il possesso dei requisiti (articolo 4, Dl n. 5/2012) in materia di documentazione valida per l’accesso ai benefici.

Il percorso argomentativo che ha portato l’Amministrazione a dissolvere i dubbi dell’istante, prende le mosse dalle disposizioni introduttive dell’agevolazione, consistente in “un’aliquota Iva ridotta per le cessioni o importazioni di veicoli adattati ai disabili in condizioni di ridotte o impedite capacità motorie” (articolo 1, legge n. 97/1986). Disposizioni che, nel corso degli anni, sono state estese a un numero di categorie di disabili sempre maggiore, arrivando a includere anche i familiari che li hanno a carico (articolo 50, comma 1, legge n. 342/2000). Infine, l’articolo 30, comma 7, della legge 388/2000, ha ulteriormente ampliato la platea dei beneficiari, inserendo tra questi anche i soggetti con disabilità psichica di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento.
Di conseguenza, l’Agenzia con la circolare n. 46/E del 2001 ha precisato quale fosse la documentazione necessaria per fruire dello sconto fiscale e, tra questa, ha contemplato anche il “certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento emesso dalla Commissione per l'accertamento dell'invalidità civile”, che a oggi deve essere emesso dall’Inps.

Nel caso proposto, il minore è stato riconosciuto “invalido con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita … e in possesso dei requisiti di cui all'art. 4 del D.L. n. 5 del 2012 in quanto ‘è affetto da handicap psichico o mentale di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento (art. 30, comma 7, L. 388/2000)”. La conclusione prevedibile è che tutto questo è sufficiente per il riconoscimento delle agevolazioni.

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