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Normativa e prassi

Iva e aeromobili: non decolla la tesi della detraibilità

Ad agenti e rappresentanti si applicano le regole ordinarie Nessun effetto dalla sentenza comunitaria sulle auto aziendali

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Nessuna disposizione agevolativa è prevista per agenti e rappresentanti di commercio relativamente alla detraibilità dell'Iva assolta sugli acquisti di aeromobili. Anche per questi soggetti vale, quindi, la regola generale che consente l'esercizio del diritto solo nelle ipotesi in cui il velivolo formi oggetto dell'attività propria dell'impresa o quando lo stesso sia destinato a essere utilizzato esclusivamente come strumentale. E' la sintesi della risoluzione n. 177/E del 23 luglio 2007, con la quale l'Agenzia delle entrate ha anche precisato che nessuna efficacia esplica sulla questione la sentenza della Corte di giustizia europea del 14 settembre scorso, che ha sancito l'incompatibilità con il diritto comunitario della norma nazionale che precludeva il diritto alla detrazione dell'Iva relativa all'acquisto o alla importazione di ciclomotori, di motocicli e di autovetture e autoveicoli, non formanti oggetto dell'attività propria dell'impresa.

Proprio su tale ultimo punto si basava la tesi "possibilista" di una società svolgente l'attività di rappresentante di commercio, che intendeva acquistare un aeromobile da utilizzare, da parte di dirigenti e altri dipendenti della stessa, "sia per recarsi agevolmente presso i propri clienti (attuali o potenziali), sia per svolgere le mansioni attinenti all'esercizio della propria attività di impresa" (promozione, per conto del cliente, della conclusione di contratti di vendita proprio di aeromobili).

In effetti, l'istante conveniva con il fatto che l'interpretazione della norma (l'articolo 19-bis1, comma 1, lettera a, del Dpr n. 633/1972) portava a dover escludere l'esistenza del diritto alla detrazione dell'Iva relativa all'acquisto dell'elicottero. Quest'ultimo, difatti, né avrebbe formato oggetto dell'attività propria dell'impresa (in quanto l'elicottero da acquistare non sarebbe stato destinato alla rivendita), né sarebbe stato utilizzato "esclusivamente" come bene strumentale nell'attività propria dell'impresa stessa, intendendo con ciò "i veicoli senza i quali l'attività stessa non può essere esercitata" (cfr circolari n. 37 del 13 febbraio 1997 e n. 48 del 10 febbraio 1998).
Tuttavia, a suo parere, la portata limitativa della disposizione appena illustrata doveva essere disapplicata a seguito della sentenza del 14 settembre 2006 (C-228/05), con la quale la Corte di giustizia Ue, nel precisare che la detraibilità dell'Iva deve essere ammessa nella misura in cui i beni e i servizi sono stati impiegati ai fini di operazioni soggette a imposta, avrebbe esplicitato un principio generale valido per tutti i beni strumentali all'attività, fra cui rientrano anche gli aeromobili utilizzati nell'esercizio di impresa.

In sostanza, la norma sugli aeromobili, benché non sottoposta al giudizio della Corte, sarebbe ugualmente contraria al diritto comunitario e, pertanto, da disapplicare al pari di quella relativa agli autoveicoli, con la conseguente possibilità di procedere alla detrazione dell'Iva assolta sull'acquisto in proporzione all'effettivo utilizzo dell'elicottero nell'attività d'impresa.

L'Agenzia delle entrate ha ricordato che la modifica normativa, intervenuta in conseguenza del citato intervento della Corte di giustizia Ue, non ha interessato la disposizione concernente il regime di detrazione dell'Iva assolta sugli aeromobili, ma solo quella disciplinante le regole relative agli autoveicoli, con esclusione, tra l'altro, di quelli impiegati da agenti e rappresentanti di commercio, per i quali non operava l'"illegittima" indetraibilità.
La conseguenza è che anche a tali ultimi soggetti continua ad applicarsi il principio generale (condiviso dallo stesso istante) in base al quale per gli aeromobili non è ammessa la detrazione dell'imposta assolta sull'acquisto, tranne che nella particolare ipotesi in cui lo stesso bene formi oggetto dell'attività propria dell'impresa o sia destinato a essere esclusivamente utilizzato come strumentale nell'attività propria di impresa. Nessuna "presunzione di strumentalità", infatti, è specificatamente prevista dalla norma, così come invece è riscontrabile relativamente ai mezzi di trasporto a motore.

Tuttavia, l'Amministrazione non si è limitata a sancire l'indetraibilità dell'Iva assolta sull'acquisto dell'aeromobile (e, di conseguenza, dell'imposta connessa alle prestazioni di servizi, di cui al terzo comma dell'articolo 16 del Dpr n. 633/1972, e a quelle di impiego, custodia, manutenzione e riparazione relative al bene stesso, nonchè dell'Iva inerente le spese di acquisto dei carburanti e lubrificanti). Con la risoluzione n. 177/E è stato prima di tutto ricordato, a confutare le tesi della società istante, che il principio enunciato dalla Corte di giustizia nella più volta citata sentenza esplica efficacia "con esclusivo riferimento alla normativa nazionale oggetto di controversia (autoveicoli aziendali) e non può valere anche per la diversa fattispecie di acquisto di aeromobili".

In più, i tecnici delle Entrate hanno chiarito che le indetraibilità dell'Iva assolta sugli acquisiti di aeromobili e di autovetture traevano origine da deroghe, entrambe ammesse dalla sesta direttiva comunitaria in materia di Iva, ma comunque distinte. Per cui, una pronuncia dell'organismo comunitario, che si riferisce specificamente ed esclusivamente a un regime di indetraibilità instaurato per motivi congiunturali, non può essere fonte per disapplicare un sistema limitativo già esistente alla data del 1° gennaio 1979.
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