Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Normativa e prassi

Iva piena per l'aceto che non "condisce"

Aliquota del 20% per le bevande alcoliche fermentate destinate a essere assunte direttamente

Thumbnail
Iva ordinaria per il "liquido contenente acido acetico". E' la conclusione a cui giunge la risoluzione n. 316/E del 23 luglio sulla base dell'analisi del processo formativo con cui è stato ottenuto il prodotto, della sua composizione e delle sue modalità di assunzione. Con il documento di prassi, l'agenzia delle Entrate offre una consulenza giuridica a una società che applica già l'aliquota Iva ridotta del 10% alla cessione di tale prodotto, richiamandosi alla tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/1972, che stabilisce l'imposta scontata per "aceto di vino, aceti commestibili non di vino e loro succedanei".

L'Amministrazione finanziaria formula le proprie conclusioni sulla base del parere tecnico delle Dogane che, dopo aver svolto analisi di laboratorio, hanno stabilito che il prodotto in questione non può "essere considerato un aceto poiché contiene anche acido lattico e quest'ultimo è in concentrazione quasi doppia rispetto al primo" e che "il prodotto deriva da una fermentazione etero-lattica e non da fermentazione acetica". Si tratta, quindi, di un "liquido contenente acido acetico".
L'agenzia delle Dogane chiarisce anche che, mentre gli aceti sono utilizzati come condimento, il prodotto in esame viene assunto direttamente, diluito in acqua. Per questo motivo è considerato una bevanda alcolica fermentata, "complemento alimentare", appartenente alla voce 1907 della Tariffa doganale vigente; voce non riconducibile a nessuno dei punti della tabella A, parti II e III, allegata al Dpr 633/1972 che prevedono l'aliquota ridotta.

Pertanto, contrariamente a quanto già messo in atto dalla società interpellante, alla cessione del prodotto va applicata l'Iva ordinaria del 20 per cento.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/normativa-e-prassi/articolo/iva-piena-laceto-che-non-condisce