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Normativa e prassi

Macchinari per emogasanalisi,
le cessioni scontano l’Iva ordinaria

Si tratta di beni classificabili come strumenti e apparecchi per esami fisici o chimici che possono costituire ausili, ma sono suscettibili anche di diversa utilizzazione

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Le vendite, ai centri di dialisi, di apparecchi analizzatori idonei al controllo dei parametri del sangue prima e dopo il trattamento di dialisi, devono essere assoggettate a Iva con applicazione dell’aliquota ordinaria. Il beneficio dell’aliquota agevolata, infatti, è previsto solo per i prodotti che rientrano nel concetto di “ausilio” o che sono acquistati “soltanto o prevalentemente dai disabili per alleviare o curare menomazioni funzionali permanenti”. È questa, in sintesi, la soluzione indicata dall’Agenzia nella risposta 143/2019.

L’Agenzia, nel formulare il proprio parere, si è avvalsa delle indicazioni tecniche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. In particolare, tale documentazione integrativa ha sottolineato che i beni in questione sono classificabili nella voce doganale 902780 tra gli “Strumenti e apparecchi per analisi fisiche o chimiche”.
 
L’Agenzia, inoltre, richiama le risoluzioni n. 90/2011 e n. 253/2002, con cui è stato chiarito che l’applicabilità dell’aliquota agevolata del 4% è legittima solo per quei prodotti che possono rientrare nel concetto di “ausilio”, ovvero per quei prodotti “acquistati o utilizzati soltanto, o prevalentemente, da disabili per alleviare o curare menomazioni funzionali permanenti”.
Di conseguenza, il documento di prassi, evidenzia che gli apparecchi analizzatori in esame non sono, di per sé, oggettivamente utilizzabili solo per soggetti sottoposti a dialisi. Tali apparecchi, infatti, “sono strumenti diagnostici che servono per monitorare i parametri vitali del sangue dei pazienti critici e vengono utilizzati in vari ambiti ospedalieri: pronto soccorso, rianimazione, terapia intensiva, sala operatoria, pneumologia, cardiologia e anche dialisi”.
Si tratta, quindi, di beni classificabili come “strumenti e apparecchi per analisi fisiche o chimiche” che possono costituire ausili, ma sono suscettibili anche di diversa utilizzazione. Di conseguenza, le cessioni di tali apparecchi non potranno beneficiare dell’aliquota Iva agevolata al 4%, ma saranno assoggettate all’aliquota ordinaria.

Tale tesi restrittiva, conclude l’Agenzia, è supportata anche da alcune pronunce della Corte Ue, la quale ha più volte affermato che “le disposizioni del diritto dell’Unione che consentono l’applicazione di un’aliquota Iva ridotta, riconoscendo agli Stati membri la facoltà di derogare al principio dell’applicazione dell’aliquota normale, devono essere oggetto di un’interpretazione restrittiva” (causa C-360/11, causa C‑399/93, causa C‑83/99, causa C‑41/09).

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