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Normativa e prassi

La maggiore imposta Iva per la mensa
dà luogo a un credito in compensazione

Il dipartimento istante può recuperare gli importi versati in eccesso all'Erario, scomputandoli dai futuri versamenti che dovrà effettuare in regime di split payment

mensa

Il versamento del maggior importo dell’Iva erroneamente addebitata costituisce un indebito oggettivo in base all’articolo 2033 cc che, se riconosciuto dall’Amministrazione finanziaria, può dar luogo alla ripetizione delle somme indebitamente versate, oppure, in alternativa, al loro utilizzo in compensazione secondo quanto previsto dagli articoli 1241 e seguenti cc. Questo il principale chiarimento fornito con la risposta all’interpello n. 243 del 16 luglio 2019.

La richiesta
La richiesta di chiarimenti arriva da un dipartimento che ha già ottenuto una risposta a una precedente istanza di interpello formulata per conoscere quale sia la corretta aliquota Iva da applicare alle fatture riguardanti il servizio di ristorazione erogato presso la propria sede. È stato stabilito che sussistono i requisiti per applicare l’Iva con aliquota ridotta del 4% e, in base a questo, l’istante ha ottenuto dal fornitore l’emissione delle relative note di variazione per il periodo 1° dicembre 2016 - 4 agosto 2017.
Ciò premesso, il dipartimento chiede di essere autorizzato a portare in detrazione il credito Iva scaturente dalle note di variazione e, inoltre, la maggiore imposta versata per le fatture riguardanti il periodo 1° gennaio 2015 - 30 novembre 2016.

La risposta dell’Agenzia
L’Agenzia delle entrate fa presente che con le circolari nn. 6/2015, 15/2015 e 27/2017 ha fornito chiarimenti sul meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment) e ha specificato che, nel caso in cui il fornitore emetta una nota di variazione in diminuzione, se la stessa si riferisce a una fattura originaria emessa in regime di split payment, la stessa dovrà essere numerata, indicare l'ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla fattura originaria.

Per quanto riguarda, invece, il versamento dell’Iva erroneamente addebitata al dipartimento e già versata per il periodo dal 1° gennaio 2015 al 30 novembre 2016 - per il quale il fornitore non può più emettere le note di variazione, essendo passato più di un anno dall’operazione -, l’Agenzia ritiene che il versamento del maggiore importo effettuato dal dipartimento costituisca un indebito oggettivo ex articolo 2033 e seguenti del codice civile, che, se riconosciuto dall’Amministrazione finanziaria, può dar luogo alla ripetizione delle somme indebitamente versate, oppure, in alternativa, al loro utilizzo in compensazione, secondo quanto previsto dagli artt. 1241 e seguenti del codice civile.

Quindi, limitatamente alle somme indebitamente versate dal dipartimento, già evidenziate nel parere fornito con il precedente interpello, riguardanti le prestazioni di servizio l’Agenzia chiarisce che l’istante può recuperare gli importi versati in eccesso all'Erario, scomputandoli dai futuri versamenti che dovrà effettuare in regime di split payment.
 

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