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Normativa e prassi

Medie cambi delle valute estere:
accertate quelle di febbraio 2019

Si utilizzano per applicare alcune disposizioni del Testo unico delle imposte sui redditi che fanno riferimento a elementi espressi in moneta straniera (corrispettivi, proventi, spese e oneri)

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È stato pubblicato, sul sito dell’Agenzia delle entrate, il provvedimento 14 marzo 2019, che approva l’accertamento delle medie dei cambi delle valute estere relative al febbraio scorso: i valori medi (espressi in euro) calcolati, a titolo indicativo, dalla banca d’Italia sulla base di quotazioni di mercato, sono riportati accanto al nome dello Stato e alla moneta di riferimento.
 
Questi valori sono necessari quando, in applicazione di alcune disposizioni del Tuir (ad esempio, determinazione del reddito ai fini Irpef e Ires), si fa riferimento a elementi espressi in valuta estera (corrispettivi, proventi, spese e oneri).
Infatti, il Testo unico (articoli 56, comma 1 e 110, comma 9) prevede che, in relazione alle disposizioni del Titolo I (Irpef) e del Titolo II (Ires), in cui si rinvia, per la determinazione del reddito, a elementi espressi in valuta estera, il relativo cambio debba essere accertato, in ciascun mese, con un provvedimento dell’Agenzia adottato su parere conforme parere della Banca d’Italia. Tra queste disposizioni rientra, ad esempio, l’articolo 9 in materia di determinazione dei redditi e delle perdite che concorrono a formare il reddito complessivo.
 
All’interno del provvedimento, il riporto delle medie dei cambi, calcolati a titolo indicativo dalla Banca d’Italia sulla base di quotazioni di mercato, è accompagnata da quella dello Stato e della moneta di riferimento.
Le valute le cui medie sono determinate sulla base dei cambi indicativi contro euro, rilevati giornalmente nell’ambito del Sistema europeo di banche centrali (Sebc), sono evidenziate con un asterisco.

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