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Normativa e prassi

Non fiorisce l'agevolazione sugli straordinari dei forestali

Tassazione ordinaria per gli "extra" percepiti dagli addetti delle Comunità montane, anche se assunti con contratto "privatistico"

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Niente straordinari "soft" per gli addetti alle sistemazioni forestali delle Comunità montane, anche se in servizio con contratto "privatistico". La tassazione agevolata introdotta dal Dl 93/2008 è infatti riservata ai soli dipendenti del privato e non si applica alle somme erogate ai lavoratori degli enti pubblici, tra cui rientrano, appunto, le unioni di comuni. Ciò anche se il rapporto di lavoro è disciplinato da contratti collettivi stipulati per settori privati.
E' il chiarimento fornito dall'agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 415/E del 31 ottobre, a una Unione nazionale che chiede di sapere se il beneficio può trovare applicazione anche nei confronti degli "addetti alle sistemazioni idrauliche-agrarie e idraulico forestali" assunti dalle Comunità montane.

Parere negativo dalle Entrate. Dopo aver sottolineato che l'istanza deve essere considerata inammissibile, dato che non è riferita a un caso concreto e personale, e che la risposta fornita non produrrà di conseguenza gli effetti tipici dell'interpello, i tecnici dell'Agenzia escludono l'eventualità che il particolare regime di tassazione agevolata - imposta sostitutiva di Irpef e addizionali pari al 10% sugli emolumenti di importo non superiore ai 3mila euro lordi riferiti al periodo 1° luglio - 31 dicembre 2008, erogati per lavoro straordinario, supplementare e incrementi di produttività - possa applicarsi ai dipendenti in questione.
Il Dl 93/2008 (articolo 2, comma 5) stabilisce infatti espressamente che soggetti esclusi dalla misura sono i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001. E le comunità montane rientrano, per l'appunto, tra gli enti pubblici elencati nel decreto. Del tutto ininfluente, perciò, la circostanza che il rapporto di lavoro sia disciplinato da un contratto collettivo stipulato per settori privati.

Quanto alla "disparità di trattamento fiscale" che, secondo l'Unione interpellante, si verrebbe a creare rispetto ai lavoratori con lo stesso contratto nazionale ma datore di lavoro privato, l'Agenzia spiega che essa trova giustificazione "nella natura sperimentale e transitoria" della norma, il cui impatto dovrà essere valutato attentamente in vista di un'eventuale estensione ai lavoratori pubblici. A conferma di ciò, conclude la risoluzione "il quinto comma dell'articolo 2 prevede una procedura sulla base della quale i ministri competenti, insieme alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e alle organizzazioni dei datori di lavoro, valuteranno la possibilità di estendere la suddetta normativa ai dipendenti del settore pubblico".
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