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Normativa e prassi

Parametri e regime di cassa:
nel conto anche le rimanenze

Per le imprese minori in contabilità semplificata, l’applicazione avviene, inoltre, prendendo in considerazione gli elementi rilevanti alla luce del nuovo articolo 66 del Tuir

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È stato firmato, ed è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto 24 maggio 2018 del ministro dell’Economia e delle Finanze, che apporta interventi correttivi ai parametri (utilizzabili per l’accertamento dei ricavi e previsti dall’articolo 3, commi da 181 a 189, legge 549/1995) per la gestione delle imprese minori in contabilità semplificata.
 
L’intervento si è reso necessario per adeguare la disciplina dei parametri alle nuove regole introdotte dalla legge di bilancio 2017 in materia di regime semplificato di cassa (articolo 1, commi da 17 a 23, legge 232/2016) e in vigore dallo scorso periodo d’imposta, per la determinazione delle basi imponibili Irpef e Irap delle imprese minori in contabilità semplificata (vedi “Reddito delle imprese minori: da quest’anno si va per cassa” e “Regime di cassa imprese minori:
arrivano i chiarimenti dell’Agenzia
”).
Si tratta di un regime, ricordiamo, a cui possono accedere i contribuenti (persone fisiche, imprese familiari e aziende coniugali, società di persone commerciali, società di armamento, società di fatto ed enti non commerciali) con ricavi inferiori a 400mila euro (in caso di prestazioni di servizi) e a 700mila euro (se attivi in altri settori).
In particolare, la nuova disciplina, intervenendo sull’articolo 66 del Tuir e sull’articolo 18 del Dpr 600/1973, ha previsto, per questo tipo di aziende, l’adozione di un criterio molto vicino al cosiddetto “criterio di cassa”, con alcune voci che mantengono il principio di competenza (“regime di contabilità semplificata improntato al criterio di cassa”).
 
Alla normativa riformata segue il decreto in esame, che apre la strada all’adeguamento dei parametri utilizzabili per l’accertamento dei ricavi delle imprese in contabilità semplificata, rivedendo la documentazione tecnica e metodologica alla base del sistema.
Si tratta, ricordiamo, di un meccanismo (quello dei parametri) che entra in gioco per la determinazione di ricavi, compensi e volume d’affari, fondato sulle caratteristiche e condizioni omogenee di svolgimento dell’attività, applicabile ai contribuenti per i quali non sono stati approvati o non sono applicabili gli studi di settore. I parametri sono elaborati dal Mef, mentre l’Agenzia delle entrate ne deve tener conto nella sua attività di controllo di carattere analitico-induttivo.
 
Per andare più sul pratico, il decreto in esame dà il via libera all’aggiornamento della documentazione tecnica e metodologica, prevedendo che, per le imprese minori in regime di contabilità semplificata, l’applicazione dei parametri avviene sulla base dei dati contabili individuati in base al nuovo articolo 66, Tuir (quindi, tenendo contro del nuovo regime “di cassa”) e delle rimanenze di magazzino.
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