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Normativa e prassi

Pass per art-bonus e sconto d’imposta,
conta il lato pubblico della fondazione

I benefici sono entrambi soggetti a imprescindibili condizioni, dai requisiti dei destinatari delle erogazioni liberali all’iter procedimentale, in questo caso sussistono tutti

porta aperta

C’è spazio sia per l’art-bonus sia per la detrazione d’imposta prevista dal Tuir se la fondazione che gestisce il museo di arte contemporanea, destinataria di somme finalizzate alla valorizzazione delle collezioni esposte, possiede caratteristiche in grado di assimilarla a un ente o a una istituzione pubblica. Dal Mibact arriva un sì, per l’Agenzia è il via libera alle agevolazioni (risposta n. 465 del 4 novembre 2019).
 
Siamo nell’ambito delle agevolazioni fiscali previste dall’articolo 1 del Dl n. 83/2014, che riconosce un credito di imposta in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi pro cultura e spettacolo realizzati su beni pubblici da soggetti a maggioranza pubblica, nella misura del 65% delle stesse erogazioni, e dall’articolo 15, comma 1, lettera h) del Tuir, che apre alla detrazione d’imposta del 19% quando, ai fini dell’erogazione, è stato rispettato l’iter procedimentale disciplinato dal decreto Mibac del 3 ottobre 2002. Questo prevede, in particolare, che il beneficiario presenti, alla Soprintendenza territorialmente competente, la convenzione stipulata e il preventivo di spesa corredato dal progetto, con indicazione delle fonti di finanziamento, tra le quali rientrano anche le suddette liberalità, e le tempistiche dell'iniziativa.
 
In pratica, riguardo alla prima agevolazione alla quale l’istante – una fondazione di diritto privato controllata da soggetti pubblici che amministra un immobile pubblico, costituente un museo, con all’interno, tra l’altro, una collezione permanente di opere d’arte contemporanea in parte di proprietà di un Comune – chiede di accedere (art-bonus), l’Agenzia ricorda che, così come già precisato nella circolare n. 24/2014, il credito d’imposta spetta per le erogazioni liberali effettuate in denaro, che perseguono, in sostanza, le seguenti finalità:

  • interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici 
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (come definiti dall’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, Dlgs n. 42/2004), delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo
  • effettuazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.

Il caso proposto è, poi, in linea con il requisito dell’appartenenza pubblica, in quanto la fondazione, come detto, è a maggioranza pubblica e anche i beni che gestisce (valorizza, promuove, organizza, eccetera) sono per la maggior parte pubblici: pertanto, sono ammissibili al beneficio fiscale art-bonus le erogazioni liberali disposte in favore della fondazione destinate al sostegno delle sue attività relativamente ai beni culturali di appartenenza pubblica ad essa affidati.
 
Su tale fronte, l’Agenzia ritiene che gli istituti della cultura aventi personalità giuridica di diritto privato, costituiti, ad esempio, in forma di fondazione, abbiano in realtà natura sostanzialmente pubblicistica e possono perciò ricevere erogazioni liberali, per il sostegno delle loro attività, che beneficiano del credito d’imposta in argomento, ferma restando la condizione dell'appartenenza pubblica delle collezioni.
 
In relazione, infine, alla disciplina dell’articolo 15 comma 1, lettera h) del Tuir, acquisito il parere positivo del ministero dei Beni e delle Attività culturali, l’amministrazione fiscale conclude che la fondazione istante ha seguito la procedura prevista dal decreto attuativo e possiede, dunque, il requisito per usufruire della detrazione d’imposta.

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