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Normativa e prassi

Premi di rendimento, fisco light per i dipendenti delle fondazioni

Il beneficio introdotto dal Dl 93 si applica a prescindere dalla natura commerciale dell'attività esercitata

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Premi di rendimento "soft" anche per gli impiegati delle fondazioni che operano nel settore privato. La tassazione agevolata introdotta dal Dl 93/2008 sulle somme erogate a livello aziendale per incrementi di produttività, innovazione ed efficienza a dipendenti con reddito non superiore, nel 2007, a 30mila euro si applica anche ai premi concessi dagli enti non commerciali di diritto privato, purché le somme siano documentabili e il motivo dell'erogazione individuabile. Non è infatti rilevante la natura - commerciale o meno - dell'attività esercitata dal datore di lavoro.

E' questo uno dei chiarimenti forniti dall'Agenzia, con la risoluzione n. 451/E di oggi, a una fondazione che chiedeva di conoscere se l'imposta sostitutiva del 10% si applica anche al premio di rendimento erogato, in aggiunta alle retribuzioni ordinarie e in relazione a una particolare prestazione lavorativa, al proprio personale dipendente a tempo indeterminato.

Semaforo verde dall'agenzia delle Entrate, ma non prima di aver esaminato nel merito tutti gli aspetti della questione, anche alla luce dei chiarimenti già forniti con le recenti circolari nn. 49 e 59 del luglio e dell'ottobre 2008.
In particolare, il primo documento di prassi ha precisato che rientrano nell'agevolazione, tra gli altri, i premi di rendimento, le forme di flessibilità oraria, i sistemi di banca delle ore, i premi e le somme corrisposte una tantum là dove comportino incrementi di produttività del lavoro ed efficienza organizzativa o il conseguimento di elementi di competitività e redditività dell'impresa. Questi incrementi non devono essere per forza nuovi o innovativi, né necessariamente consistere in risultati superiori rispetto a quelli raggiunti nel passato, "purché comunque costituiscano un risultato ritenuto positivo dall'impresa". Ciò posto, spiega la risoluzione, occorre verificare se i dipendenti della fondazione rientrano tra i beneficiari dell'agevolazione.

Risposta positiva anche in questo caso, dato che la fondazione che ha presentato l'istanza di interpello è, per suo stesso statuto, una persona giuridica privata, senza scopo di lucro, che per il conseguimento degli scopi istituzionali - nel campo dell'arte, dei beni culturali, del volontariato, della beneficenza e della ricerca scientifica - nonché per soddisfare le proprie esigenze gestionali "opera coerentemente alla sua natura di persona giuridica privata, dotata di piena autonomia gestionale, nel rispetto dell'economicità di gestione". La fondazione rientra dunque a pieno titolo tra i soggetti che operano nel settore privato, cui fa riferimento l'articolo 2 del Dl 93, a prescindere dalla natura - commerciale o meno - dell'attività esercitata, come peraltro sottolineato dalla circolare 59/2008. In particolare, il documento di prassi dell'ottobre scorso ha chiarito che la frase "somme erogate a livello aziendale" va intesa in senso "a-tecnico", con la conseguenza che il beneficio può essere attribuito anche ai datori di lavoro non imprenditori.

Si ritiene dunque - conclude la risoluzione - che i premi di rendimento erogati dalla fondazione, in aggiunta alla retribuzione ordinaria, al personale dipendente a tempo indeterminato, "possano essere ricondotti alla disposizione agevolativa". Ciò a patto che siano strettamente connessi all'incremento di produttività del lavoro e dell'efficienza organizzativa. Naturalmente, le somme corrisposte dovranno essere documentabili - ad esempio attraverso una comunicazione scritta al lavoratore - in modo tale che sia chiara la ragione che sta alla base dell'erogazione, in relazione al settore di riferimento.
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