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Normativa e prassi

Processo tributario a portata di mouse,
dal Mef le nuove regole del gioco

Addio alla carta: dopo una lunga fase sperimentale, procedure processuali più snelle e modalità operative dettagliate oggi comunicate in materia di giustizia tributaria digitale

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L’informatizzazione delle fasi della notifica, del deposito del ricorso e dei documenti comporta vantaggi notevoli per tutti gli attori del processo tributario in termini di semplificazione, trasparenza degli adempimenti processuali e di durata del contenzioso. In Rete la circolare n. 1/DF del 4 luglio 2019 riguardante il contenzioso fiscale telematico obbligatorio, che illustra le modalità operative delle notifiche e dei depositi telematici obbligatori degli atti e dei documenti processuali, in seguito all’introduzione delle disposizioni contenute nell’articolo 16 del decreto legge n. 119/2018.

Il documento di prassi richiama il percorso normativo che ha portato alla progressiva digitalizzazione del processo tributario: un cambiamento iniziato nel 2011, quando il legislatore ha introdotto specifiche disposizioni per assicurare maggiore efficienza e velocità della giustizia tributaria grazie alle modalità telematiche (articolo 39, comma 8, Dl n. 98/2011). Da allora, anche in ossequio ai principi previsti dal codice dell’amministrazione digitale, il Dm n. 163/2013 e il decreto del direttore generale delle Finanze 4 agosto 2015 hanno definito la completa attuazione del processo tributario telematico (Ptt), individuando la tipologia di firma digitale ammessa e la procedura da adottare per la registrazione e il deposito di atti e documenti.
Dopo una fase sperimentale, il Ptt si è gradualmente esteso su tutto il territorio nazionale ed è divenuto operativo in tutte le Commissioni tributarie provinciali e regionali.
 
La circolare ricorda che attualmente le fasi processuali interamente telematizzate sono quelle della notifica, della costituzione in giudizio e del deposito degli atti processuali, oltre che della consultazione del fascicolo processuale.
 
Restano, invece, da digitalizzare i provvedimenti adottati dal giudice tributario e il verbale d’udienza: documenti analogici che sono scansionati e firmati digitalmente dal personale di segreteria delle commissioni tributarie per poi essere inseriti nel fascicolo informatico.
 
Il servizio Ptt (un’applicazione ad hoc realizzata dal Df) mette a disposizione delle parti processuali – 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 – oltre al deposito telematico degli atti, una serie di servizi digitali fruibili, accedendo al portale istituzionale della giustizia tributaria.
 
Ad oggi, da un lato l’evoluzione tecnologica del Ptt, dall’altro le modifiche normative contenute nell’articolo 16 del Dl n. 119/2018 hanno reso necessaria l’adozione di nuove linee guida che integrano quelle già messe nero su bianco in un’altra circolare del Df, la n. 2/2016.
 
Infatti, le novità apportate dall’articolo 16-bis, comma 3, del Dlgs n. 546/1992, introdotto dall’articolo 16 del Dl n. 119/2018, ha disposto che dal 1° luglio 2019 la notifica e il deposito degli atti nel processo tributario avviene esclusivamente in via telematica; tale obbligo si applica ai giudizi instaurati, in primo e secondo grado, a decorrere da tale data. Dal 1° luglio 2019, quindi, gli atti introduttivi del giudizio devono essere notificati alla controparte tramite la posta elettronica certificata (Pec) e, nel termine dei successivi 30 giorni, depositati in Commissione tributaria con modalità telematiche (sistema di upload). Tale obbligo riguarda le parti, i consulenti e gli organi tecnici dell’amministrazione dello Stato o di altri enti pubblici, nonché la Guardia di finanza con riferimento alle istanze per le ipoteche e sequestro conservativo.
 
Per chi si difende personalmente, cioè senza l’assistenza tecnica di un professionista (nelle controversie di valore non superiore a 3mila euro), invece, tale modalità non è obbligatoria, ma facoltativa.
Inoltre, in merito al nuovo obbligo, la circolare chiarisce che qualora la parte abbia scelto di notificare l’atto introduttivo del giudizio di primo o di secondo grado con modalità analogiche, ad esempio, il 29 giugno 2019, la stessa dovrà continuare a utilizzare tale procedura nelle successive fasi della costituzione in giudizio e degli ulteriori depositi di atti anche se effettuati dal 1° luglio 2019. Il resistente, dal canto suo, può anche scegliere di costituirsi telematicamente.
 
La circolare ricorda che sono sempre tenuti alla notifica e al deposito telematico degli atti e documenti:

  • l’ente impositore e gli enti della riscossione;
  • il difensore abilitato all’assistenza tecnica in possesso del mandato rilasciato dal contribuente;
  • il difensore abilitato all’assistenza tecnica che sta in giudizio personalmente.

La modalità telematica può essere superata anche in casi eccezionali, quali per esempio il blocco giornaliero della funzionalità del Ptt, la documentazione cartacea particolarmente voluminosa o la presenza di documenti non riproducibili in file, e il giudice, con provvedimento motivato, può autorizzare il deposito con procedura diversa.
 
Il documento di prassi del Mef definisce in modo dettagliato le modalità operative di notifica degli atti digitali tramite  Pec. In particolare, l’obbligo delle notificazioni degli atti, dei documenti e dei provvedimenti giurisdizionali esclusivamente con modalità telematiche sorge per i giudizi di primo e secondo grado instaurati con ricorsi/appelli notificati a decorrere dal 1° luglio 2019. Resta ferma l’opzione telematica della notifica e del deposito degli atti per i ricorsi/appelli notificati entro il 30 giugno 2019.
 
Le notifiche a mezzo Pec devono rispettare determinati requisiti dimensionali e tecnici che garantiscono l’uniformità e l’interoperabilità dei sistemi informatici. Il rispetto degli standard tecnici garantisce l’autenticità, la leggibilità, l’integrità, l’immodificabilità e l’affidabilità degli atti digitali processuali nel tempo, anche ai fini della loro conservazione sostitutiva, come previsto dall’articolo 44 del Dlgs. n. 82/2005.
 
Particolare attenzione viene riservata alla modalità registrazione e deposito degli atti processuali: innanzitutto, le parti (contribuenti, difensori, professionisti, enti impositori, società o concessionari della riscossione) per poter utilizzare il Ptt e costituirsi in giustizio con modalità telematiche tramite Pec devono essere autorizzate all’accesso al Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (Sigit), tramite il portale della giustizia tributaria, l’apposita voce “processo tributario telematico” e il link “Registrazione al Ptt”.
 
Il deposito telematico degli atti avviene, pertanto, attraverso la piattaforma informatica centralizzata raggiungibile via web dal portale della giustizia tributaria che si interfaccia con Sigit, che acquisisce i dati e i documenti digitali per la successiva gestione dell’iter processuale a beneficio di tutti gli operatori del processo.

La piattaforma informatica supporta l’utente nell’effettuare una serie di controlli sui file (atti e documenti processuali) da depositare nel fascicolo processuale informatico, ai fini della costituzione in giudizio (ricorso, appello, controdeduzioni, intervento del terzo) o in un momento successivo rispetto al primo deposito (allegati, memorie eccetera).

Ulteriori aspetti approfonditi dalla circolare riguardano la modalità di pagamento del contributo unificato tributario (Cut) attraverso la piattaforma PagoPa presente nel Ptt, la composizione del fascicolo informatico degli atti processuali e la relativa consultazione, la disciplina delle copie digitali applicabile al Ptt prevista dal Dlgs n. 82/2005 e, infine, la possibilità di svolgere l'udienza a distanza (via web). In particolare, nell'ipotesi di richiesta di udienza a distanza, il luogo dove la parte processuale si collega in audiovisione è equiparato all'aula di udienza.

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