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Normativa e prassi

Ratificata la Convenzione tra Italia e Armenia

Con questo accordo compiuto un nuovo passo per l’ampliamento della rete convenzionale italiana verso l’est europeo

Con la legge n. 190 del 25 ottobre 2007  è stata ratificata la convenzione tra i governi della Repubblica italiana e di Armenia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire le evasioni fiscali, firmata a Roma nel 2002. La Repubblica dell’Armenia, primo stato cristiano della storia (III sec. d.C) è oggi una piccola nazione caucasica che fin dal 1991, anno della sua indipendenza dall’ex Unione Sovietica, si è impegnata per integrarsi con la comunità internazionale e raggiungere, nel più breve tempo possibile, la sicurezza politica ed economica. Oggi è uno Stato fortemente condizionato dalle fredde relazioni con la maggior parte dei suoi vicini come l’Azerbajian, la Turchia e la Georgia sia per ragioni storiche sia per il conflitto che lo vede contrapposto all’Azerbajian per il controllo della regione del Nagorno-Karabach.

Gli obiettivi della Convenzione
La ratifica della Convenzione con l’Italia per eliminare le doppie imposizioni pone le basi per una proficua collaborazione economica tra Italia e Armenia, rendendo possibile un’equa distribuzione del prelievo fiscale tra lo Stato in cui viene prodotto un reddito e lo Stato di residenza dei beneficiari. La Convenzione, costituita da 31 articoli, segue la struttura fondamentale del modello Ocse e ha un protocollo interpretativo e integrativo. La sua entrata in vigore è collegata alla data di scambio degli strumenti di ratifica mentre l’efficacia delle sue disposizioni decorre dal 1° gennaio dell’anno solare successivo a quello in cui l’accordo entrerà in vigore. La Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire le evasioni fiscali tra l’Italia e l’Armenia, nasce dall’esigenza di disciplinare gli aspetti fiscali relativi alle relazioni economiche tra l’Italia e l’Armenia. Essa contribuisce anche a delineare un quadro giuridico che permetterà di intensificare i rapporti tra i due Paesi.

L’ambito di applicazione
La sfera soggettiva di applicazione della nuova Convenzione è costituita dalle persone residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti. La sfera oggettiva riguarda le imposte alle quali si applica la Convenzione che sono quelle sul reddito e quelle sul patrimonio in quanto il sistema fiscale armeno a differenza di quello italiano, si caratterizza per la presenza di imposte patrimoniali. A questo proposito, è stata inserita nel protocollo aggiuntivo alla Convenzione, una clausola che dispone l’applicabilità di quest’ultima a eventuali imposte sul patrimonio che potranno essere introdotte in futuro anche in Italia. Le imposte attuali per l’Italia sono: l’imposta sul reddito delle persone fisiche, sul reddito delle persone giuridiche, regionale sulle attività produttive. Invece per l’Armenia sono considerate: l’imposta sugli utili (profit tax), sul reddito (income tax), patrimoniale (property tax), sui terreni (land tax).

La stabile organizzazione
Ai fini della Convenzione, con stabile organizzazione si definisce una sede fissa di affari in cui l’impresa esercita in tutto o in parte la sua attività. Per la definizione di stabile organizzazione, all’articolo 5 della Convenzione, è stata seguita la formulazione Ocse del 1963 che è stata utilizzata in tutti gli accordi stipulati dal nostro Paese successivamente all’entrata in vigore della riforma tributaria. I redditi imponibili Gli articoli da 6 a 22 riguardano l’imposizione sui redditi, in particolare i redditi immobiliari, la cui tassazione spetta in via prioritaria al Paese in cui sono situati gli immobili, mentre per i redditi di impresa è attribuito il diritto esclusivo di tassazione allo Stato di residenza dell’impresa, salvo il caso in cui questa svolga attività nell’altro Stato per mezzo di una stabile organizzazione qui situata. I redditi derivanti dall’esercizio di una professione indipendente invece sono imponibili soltanto nello Stato di residenza a meno che il residente non disponga abitualmente, nell’altro Stato contraente, di una base fissa per l’esercizio delle sue attività. I dividendi, interessi e canoni sono tassati in via definitiva nello Stato di residenza del beneficiario; tuttavia lo Stato da cui essi provengono ha la facoltà di prelevare un’imposta alla fonte entro limiti prestabiliti dalla Convenzione.

La doppia imposizione
Con riferimento al criterio per eliminare la doppia imposizione internazionale (articolo 24), la Convenzione prevede per entrambi i Paesi, Italia e Armenia, l’imputazione ordinaria, con deduzione del credito d’imposta per le imposte assolte nell’altro Paese contraente.
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