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Normativa e prassi

Regime di adempimento collaborativo,
potenziate le modalità operative

L’istituto fa spazio a nuovi contribuenti e, di conseguenza, vengono adeguate strutture e competenze per rendere efficace la procedura di cooperazione con l’amministrazione finanziaria

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Con il provvedimento del 9 marzo 2022, siglato dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, sono state definite le disposizioni per l’attuazione della seconda fase del regime di adempimento collaborativo introdotto con lo scopo di promuovere forme di comunicazione e di cooperazione rafforzata tra l’amministrazione finanziaria e i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. In particolare, il provvedimento odierno stabilisce le competenze per l’esercizio dei poteri istruttori, lo svolgimento delle attività connesse al regime e le regole operative.

L’istituto è stato introdotto dall’articolo 3 del Dlgs n. 128/2015 ed è finalizzato a instaurare un rapporto di fiducia tra Amministrazione finanziaria e contribuente che miri ad un aumento del livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. Tale obiettivo è perseguito tramite l’interlocuzione e la cooperazione costante e preventiva con il contribuente su elementi di fatto, inclusa l’anticipazione del controllo, finalizzata ad una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali. Il regime comporta l’assunzione di impegni sia per l’Agenzia delle entrate sia per i contribuenti ammessi al regime e risponde a esigenze di certezza e di stabilità nell’applicazione della norma tributaria e di riduzione del contenzioso.
 
Come previsto dalla norma di riferimento, il decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 dicembre 2016 ha fissato al 31 dicembre 2019 il termine finale della fase di prima applicazione dell’istituto, mentre il Dm del 31 gennaio 2022, sempre del Mef, ha individuato gli ulteriori contribuenti ammissibili al regime dell’Adempimento collaborativo, per gli anni 2022, 2023 e 2024, ampliando la possibilità di accesso ai soggetti con volume di affari e ricavi non inferiore a un miliardo di euro (vedi articolo “Adempimento collaborativo, scende la soglia di accesso”).

Con il provvedimento odierno, quindi, l’Agenzia delle entrate ha aggiornato quanto stabilito in materia di competenze nella fase di prima applicazione con il provvedimento del 26 maggio 2017, confermando le scelte organizzative e potenziando le attività di gestione dell’istituto in vista di una progressiva estensione del regime.

In particolare, acquista forza il ruolo di ascolto e interlocuzione attiva degli uffici Grandi contribuenti delle direzioni regionali, che hanno competenza su contribuenti di rilevanti dimensioni - con volume d’affari, ricavi e compensi di importo non inferiore a 100 milioni di euro – e presenti nelle Dr di Lombardia, Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto, che divengono partecipi del processo di risk analysis dei contribuenti e di controllo sulle relative dichiarazioni presentate, supportando l’azione dell’ufficio Adempimento collaborativo della direzione centrale Grandi contribuenti e internazionale. A quest’ultimo ufficio sono affidati compiti di indirizzo attraverso cui orientare e valorizzare il contributo delle nove strutture regionali coinvolte.

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