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Normativa e prassi

Il regime del margine va bene
per la vendita d’opere d’arte, ma…

Deve sussistere la condizione essenziale che il prezzo pagato per l’acquisto iniziale sia stato comprensivo di Iva senza che il compratore abbia avuto la possibilità di detrarla

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Rivendita d’opere d’arte: ok “condizionato” al regime del margine. Il linea di massima, sostiene l’Agenzia delle entrate nel principio di diritto n. 19 del 18 giugno 2019, il regime in argomento è applicabile ma la norma che lo prevede fissa una condizione inderogabile: il rivenditore deve aver acquistato con Iva senza possibilità di esercitare il diritto alla detrazione.
 
In particolare, l’impossibilità deve discendere da cause relative all’applicazione del tributo e non dal fatto, eventuale, che l’operazione di compravendita si sia svolta fuori dal campo Iva perché realizzata prima del 1972 (periodo in cui l’imposta non era ancora entrata in vigore).
 
Tutto questo perché il regime del margine è un regime Iva speciale e derogatorio previsto per i “rivenditori di beni usati, di oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione” dagli articoli da 36 a 40-bis del decreto legge 41/1995. Dal riscontro di precisi requisiti soggettivi e oggettivi, tale regime, come detto, si applica se vige la circostanza che il riveditore dell’opera d’arte abbia acquisito la stessa pagando un prezzo già inclusivo dell’Iva senza aver operato la detrazione.

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