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Normativa e prassi

Regime pex e commercialità:
in una risposta, l’indissolubilità

Il criterio formale di qualifica del reddito contenuto nel Tuir costituisce una condizione non sufficiente a individuare il requisito, che va invece definito su parametri sostanziali

lucchetto

Con la risposta n. 502 del 28 novembre 2019, l’Agenzia delle entrate si è pronunciata sulla verifica dei requisiti previsti per l’applicazione del regime pex, dall’articolo 87, comma 1, del Tuir, in particolare quello oggettivo della “commercialità”, affermando che nell’effettiva attività sotto osservazione tale condizione non risulta soddisfatta
 
Dopo aver esaminato la questione posta alla sua attenzione, consistente, in definitiva, in una cessione di partecipazioni (nel 2018) detenute in un consorzio (dal 2006), dalla società istante a un’altra compagine e in una richiesta della prima di fruire del regime pex sulla plusvalenza realizzata dalla vendita, l’Agenzia opera una ricostruzione dettagliata della disciplina contenuta nella lettera d), comma 1, articolo 87 del Tuir. Tale norma prevede l’esenzione dall’Ires delle plusvalenze derivanti dalla cessione di azioni o quote di partecipazioni in società, in caso di “esercizio da parte della società partecipata di un'impresa commerciale secondo la definizione di cui all'articolo 55”, con la conseguenza che il regime della participation exemption si applica soltanto alle attività che danno luogo a reddito d’impresa.
 
In più, sostiene l’Agenzia con la circolare n. 7/2013 (paragrafo 1.1), il criterio formale di qualifica del reddito contenuto nell’articolo 55 del Tuir costituisce una condizione necessaria, ma non sufficiente a individuare il requisito della commercialità, che va invece definito sulla base di un criterio sostanziale, secondo il quale non tutti i redditi prodotti nell'esercizio d'impresa sono riferibili a un'attività commerciale nel senso richiesto dalla disciplina. La finalità del regime pex, infatti, è quella di favorire la circolazione – sotto forma di partecipazioni – di complessi patrimoniali che abbiano natura di vere e proprie aziende funzionali all’esercizio di attività di impresa, dotate di una capacità, anche potenziale, al concreto svolgimento di un’attività produttiva.
 
Nel dettaglio, si può dire che un’impresa è commerciale ai fini pex, quando la società partecipata risulta dotata di una struttura operativa idonea alla produzione e/o alla commercializzazione di beni o servizi potenzialmente produttivi di ricavi, oppure nell’ipotesi in cui l’impresa dispone della capacità, anche solo potenziale, di soddisfare la domanda del mercato nei tempi tecnici ragionevolmente previsti in relazione alle specificità dei settori economici di appartenenza.
 
Nel caso prospettato, sulla base dei documenti allegati e delle informazioni fornite, il requisito non è soddisfatto: il consorzio non ha svolto un’attività commerciale, cosi come richiesto dalle disposizioni agevolative.

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