Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Normativa e prassi

Registrazione dati bollette/e-fatture:
per pubblica utilità sempre facilitata

In mancanza di una espressa abrogazione delle semplificazioni dettate dal Dm 370/2000, le stesse possono continuare ad applicarsi anche in caso di documenti contabili digitali

rubinetto

L’obbligo della fatturazione elettronica non fa venir meno la vecchia semplificazione concessa ai contribuenti che gestiscono servizi di pubblica utilità, come l’erogazione dell’acqua, e addebitano i corrispettivi in bolletta/fattura a cittadini non titolari di partita Iva. Con la risposta n. 476/2019 fornita a un Comune, l’Agenzia spiega perché lo stesso, nonostante sia ricompreso tra coloro che sono tenuti a emettere e-fattura, può continuare a registrare i corrispettivi non oltre il mese successivo a ciascun trimestre solare, così come previsto dall’articolo 2 del Dm 370/2000, il quale testualmente dispone:
1. L'ammontare complessivo dei corrispettivi riscossi e delle bollette-fatture emesse in ciascun giorno sono annotate nel registro previsto dall'articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, con le modalità ivi previste. Le annotazioni devono essere effettuate comunque non oltre il mese successivo a ciascun trimestre solare, con riferimento al giorno di effettuazione dell'operazione.
"2. Entro lo stesso termine le bollette-fatture emesse possono essere singolarmente annotate, anziché nel registro di cui al comma 1, in quello previsto dall'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, con le modalità ivi indicate.
"3. I soggetti di cui all'ultimo comma dell'articolo 1 possono effettuare le prescritte annotazioni indicando i totali delle distinte meccanografiche di fatturazione relative alle bollette-fatture emesse nel corso di ciascun trimestre solare, entro il mese successivo al trimestre stesso con riferimento alla data della loro emissione”.

Il filo conduttore che ha portato a tale conclusione prende le mosse da un documento di prassi dell’amministrazione, la risoluzione n. 68/2018 che, tenendo in considerazione il disposto dell’articolo 1, comma 1, Dm 370/2000, ha equiparato le bollette emesse per l’addebito dei corrispettivi relativi alle diverse somministrazioni (di acqua, gas, energia elettrica) alle fatture. Questo, di conseguenza, ha attratto i soggetti che gestiscono i servizi dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed il servizio di fognatura e depurazione, i cui corrispettivi sono addebitati mediante bolletta, tra cui i Comuni, nell’alveo di quelli tenuti all’emissione delle e-fatture. Più tardi è intervenuto il provvedimento del direttore dell’Agenzia del 28 dicembre 2018, che ha previsto specifiche disposizioni per la fatturazione elettronica delle prestazioni di servizi di pubblica utilità disciplinate dal Dm 370/2000.

Tanto premesso, e considerato che la disciplina in materia di fattura elettronica “non ha creato una categoria sostanziale nuova o diversa dalla fattura ordinaria”, l’Agenzia sostiene che, in mancanza di una espressa abrogazione delle semplificazioni di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale in argomento, le stesse possono continuare ad applicarsi alle bollette/fatture emesse.

URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/normativa-e-prassi/articolo/registrazione-dati-bollettee-fatture-pubblica-utilita-sempre