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Normativa e prassi

Se la società “madre” va in Svizzera,
la “figlia” non perde l’esenzione

Anche se cambiano i regimi fiscali, passando dalla Direttiva Ue all’Accordo con la Confederazione elvetica, la corresponsione dei dividendi continua a beneficiare dell’agevolazione

Trasferimento

Il trasferimento di sede di una società “madre” dal Lussemburgo alla Svizzera non comporta lo scioglimento e successiva ricostruzione della stessa e può essere considerato in continuità giuridica. Di conseguenza i dividendi ad essa corrisposti dalla società "figlia" non sono soggetti a imposizione nel Paese di origine. Lo chiarisce l’Agenzia con la risposta n. 380/2019 all’interpello.

Quesito
L’istante, una società italiana interamente controllata da una società con sede in Lussemburgo, distribuisce gli utili seguendo le disposizioni previste dalla Direttiva Ue e beneficia tra l’altro di una esenzione dal pagamento delle tasse sugli utili, prevista in caso di partecipazione per un periodo ininterrotto di almeno due anni.
La società controllante si trasferisce in Svizzera e il passaggio avviene in continuità, nel senso che non prevede alcuna liquidazione o scioglimento in Lussemburgo e ricostruzione nello Stato elvetico. Dal momento che il trasferimento comporta un cambiamento di regime fiscale, l’istante  chiede all’Agenzia delle entrate se è possibile continuare ad applicare la stessa disciplina di favore, prevista dall’Accordo tra Ue e Confederazione Svizzera contro le doppie imposizioni.

Risposta delle Entrate
L’Agenzia dà parere positivo. In base all’articolo 9 dell’Accordo  tra Ue e Confederazione svizzera, infatti, i dividendi corrisposti dalla società figlia alla società madre non sono soggetti a tassazione nello Stato d’origine (Italia), a condizione che la controllante detenga direttamente almeno il 25% del capitale della controllata per almeno due anni.
Nel caso in esame, l’Agenzia precisa che il trasferimento della sede non comporta lo scioglimento e la successiva ricostruzione della società madre e pertanto può essere considerato in continuità giuridica. In conclusione, per le Entrate la società italiana può continuare a beneficiare dell’esenzione da ritenuta sui dividendi.

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