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Normativa e prassi

Si al regime forfetario per il 2019
se la collaborazione è del 2018

Per la causa ostativa assume rilevanza l’anno di applicazione del regime agevolato, non quello precedente, dal momento che il requisito della prevalenza può essere verificato solo allora

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Può applicare il regime forfetario per il periodo d’imposta 2019, il perito industriale che ha collaborato con una società emettendo parcelle nel 2018 pari al 22% dei propri compensi totali, nel 2019 pari al 50% e che dal 1° luglio 2019 è stato assunto dalla stessa società con contratto di lavoro subordinato. Il chiarimento arriva con la risposta dell’Agenzia n. 399 dell’8 ottobre 2019.
L’Agenzia ricorda, in via preliminare, che la legge di Bilancio 2019 ha apportato delle modifiche al regime forfetario (articolo 1, commi 54-89, legge n. 190/2014) estendendo l’ambito di applicazione e riformulando le cause ostative. In particolare la lettera d-bis) del comma 57 prevede che non possono fruire del regime di vantaggio le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta o nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro. Tale misura vuole evitare fittizie modifiche dell’attività di lavoro dipendente in lavoro autonomo, al fine di ottenere una tassazione più favorevole.
Per valutare la decorrenza della causa ostativa, precisa l’Agenzia nella circolare n. 9/2019, rileva l’anno di applicazione del regime e non quello precedente, dal momento che è solo al termine del periodo d’imposta di applicazione del regime di favore che potrà essere verificato il requisito della prevalenza.
Di conseguenza, nel caso in esame, il contribuente può applicare il regime forfetario limitatamente ai redditi di lavoro autonomo percepiti nel 2019, con conseguente fuoriuscita dal sistema di tassazione agevolata nel 2020. E nel caso specifico, la decadenza verrà assorbita in ogni caso dalla cessazione dell’attività di lavoro autonomo entro fine anno, con chiusura della relativa partita Iva.
Ovviamente, se l'attività di lavoro autonomo che il perito ha svolto nei confronti della società fosse riconducibile, ai fini fiscali, a un rapporto di lavoro da cui ritrarre reddito di lavoro dipendente o assimilato, l’applicazione del regime forfetario andrebbe esclusa.
 

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