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Normativa e prassi

Spese di giustizia, tra contributo unificato e bollo non corre buon sangue

Si smarca dalla tradizionale imposta cartolare la relazione del consulente di parte soggetta al forfait

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La relazione del consulente tecnico di parte è soggetta al "contributo unificato di iscrizione a ruolo dei procedimenti giurisdizionali civili, penali e amministrativi" - che nell'ipotesi di gratuito patrocinio va prenotato a debito - e libera dall'imposta di bollo. Ciò perché i documenti necessari per predisporre un atto processuale rientrano nella categoria degli atti funzionali al procedimento. La disciplina sul bollo resta invece invariata per le domande e le istanze presentate da terzi e non collegate ai processi.
Questi, in sintesi, i chiarimenti forniti dalle Entrate, con la risoluzione n. 436/E del 12 novembre, a un contribuente ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
In pratica, l'interpellante - che per l'attività processuale si avvale di un legale e di un consulente tecnico di parte - chiede se gli atti da utilizzare per la propria tutela giudiziaria siano o meno da assoggettare a imposta di bollo. Il contribuente chiede inoltre di sapere se siano dovuti i diritti di segreteria agli uffici competenti.

Secondo i tecnici delle Entrate, i documenti necessari per predisporre un atto processuale, tra i quali certamente rientra la relazione del consulente tecnico di parte, sono da considerare atti "funzionali" al procedimento giudiziario, e di conseguenza da assoggettare al contributo unificato. Ciò comporta, come stabilito dal Testo unico sulle spese di giustizia (Dpr 115/2002), l'esenzione dal pagamento dell'imposta di bollo. Quest'ultima, con l'entrata in vigore del Dpr 115, ha assunto, in materia di atti giudiziari, natura residuale: non si applica infatti né agli atti e provvedimenti del processo penale, civile e amministrativo soggetti al contributo unificato, né alle copie autentiche degli stessi atti, purché richieste dalle parti processuali. Bollo "alla vecchia maniera", invece, per le istanze presentate da terzi e per gli atti non giurisdizionali compiuti dagli uffici, "sempre che non siano atti antecedenti, necessari e funzionali ai processi…".

La risoluzione fa a questo punto focus sul concetto di funzionalità degli atti, concetto peraltro già chiarito con la circolare 70/2002: per "funzionali" si intendono - spiega il documento di prassi - gli atti e i provvedimenti posti in essere dalle parti processuali "in dipendenza o al fine di ottenere un atto o provvedimento del procedimento giurisdizionale… anche se la loro esistenza non è condizione necessaria di procedibilità". La relazione del consulente tecnico di parte rientra certamente nella categoria degli atti funzionali al procedimento giudiziario: sconta di conseguenza il contributo unificato che, nell'ipotesi di gratuito patrocinio, va prenotato a debito ed è esente da bollo.

Quanto poi ai diritti di segreteria (diritti di copia, di visura, di rogito, di ricerca, di rilascio dei documenti, di cancelleria eccetera), con riferimento ai casi di gratuito patrocinio è possibile prenotare a debito solo le spese espressamente indicate dal Testo unico sulle spese di giustizia, e cioè solo i "diritti di copia". Relativamente ai diritti di segreteria dovuti ad altri enti e uffici pubblici, l'istanza è infine considerata inammissibile, perché la loro gestione esula dalla competenza dell'Agenzia.
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