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Normativa e prassi

Spv estere: “sostitutiva” a due vie quando i titoli “parlano” italiano

Se le cartolarizzazioni divergono dalle regole nostrane, gli strumenti diventano atipici e l’aliquota unica

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Ai titoli di debito emessi da società veicolo (Spv) di cartolarizzazione non residenti si applica, come alle obbligazioni di Spa estere con azioni quotate sui mercati regolamentati nazionali, il meccanismo dell’imposta sostitutiva con aliquote differenziate. L’operazione, naturalmente, deve presentare una netta similitudine con le procedure di cartolarizzazione realizzate secondo la normativa italiana. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 53/E del 3 maggio, risponde con un “se” al quesito posto da una società costituita in base alla legge sulle cartolarizzazioni lussemburghese.   Il parere ruota, in sostanza, intorno all’interpretazione dell’articolo 6 della legge 130/1999, che ha assimilato i titoli in questione a quelli obbligazionari emessi da società per azioni con azioni negoziate in mercati regolamentati italiani e titoli similari, ai fini della tassazione “sostitutiva” prevista dal decreto 239/1996. Un’imposta con aliquote diverse a seconda della tempistica dei titoli: 12,50% se la scadenza è pari o superiore a 18 mesi, 27% se inferiore.   A chiedere delucidazioni è una emittente costituita, secondo il diritto lussemburghese, come special purpose vehicle. A questo proposito va detto che le Spv sono le cosiddette “società veicolo”, create ad hoc per conseguire la cartolarizzazione di crediti. In pratica emettono titoli per finanziare l’acquisto di crediti ceduti da originator, per poi recuperarli e rimborsarli. Una delle caratteristiche principali che queste società, per la legge italiana, devono possedere è la dotazione di un patrimonio separato e destinato esclusivamente allo svolgimento della procedura obbligazionaria, completamente autonomo rispetto a quello della Spv. A differenza di quella nostrana, la norma lussemburghese ammette, tra l’altro, la possibilità di realizzare la cartolarizzazione attraverso una procedura sintetica che consente alla Spv di accollarsi solo il rischio senza, cioè, acquistare effettivamente i crediti sottostanti l’emissione degli strumenti finanziari in argomento.   Un particolare, questo, irrilevante ai fini dell’individuazione della corretta tassazione dei proventi relativi ai titoli emessi dalla società veicolo del Lussemburgo, anche perché la stessa Spv ammette di voler procedere a una operazione di cartolarizzazione secondo modalità equivalenti a quelle italiane.   Pertanto, agli interessi derivanti dai titoli obbligazionari ceduti a contribuenti residenti verrà applicata l’imposta sostitutiva a due aliquote. Se, invece, l’operazione divergesse sostanzialmente dalle regole del diritto interno, gli stessi proventi subirebbero la disciplina dei titoli atipici, che prevede l’applicazione, da parte degli intermediari pagatori, della ritenuta del 27 per cento.
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