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Normativa e prassi

Tax credit investimenti al Sud:
le regole per il “Por Campania”

Stabiliti criteri di priorità, adempimenti e termini per l’utilizzo delle risorse; le imprese beneficiarie devono inviare la documentazione entro e non oltre il 31 dicembre 2023

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Il ministero dello Sviluppo economico (Mise), con il decreto direttoriale 19 aprile 2019, ha definito la procedura di selezione, ammissione e rendicontazione dei progetti di investimento attuati nelle zone assistite della Campania dalle piccole e medie imprese (Pmi) beneficiarie del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

L’agevolazione
La legge di stabilità 2016 ha istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, un tax credit a favore delle imprese che acquisiscono beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive localizzate nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo (articolo 1, commi 98-108, legge 208/2015, come successivamente modificato dall’articolo 7-quater, Dl 243/2016).

Il tax credit è operativo dal 30 giugno 2016. Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta devono presentare una comunicazione in via telematica all’ Agenzia delle entrate (provvedimento 14 aprile 2017, modificato con provvedimento 29 dicembre 2017). Quest’ultima, dopo aver verificato i dati dichiarati nella comunicazione, autorizza le imprese alla fruizione del bonus.

Sul tax credit l’Agenzia ha fornito chiarimenti con le circolari nn 34/2016 e 12/2017.

Con specifico riferimento alle agevolazioni concesse alle piccole e medie imprese, la legge di stabilità 2016 prevede che agli oneri derivanti dall’attribuzione del credito d’imposta si fa fronte, per 250 milioni di euro annui, a valere sulle risorse europee e di cofinanziamento nazionale previste nel Programma operativo nazionale “Imprese e competitività 2014-2020” e nei programmi operativi relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020 delle regioni in cui si applica l’incentivo.
Più precisamente, il Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 Fesr contribuisce al finanziamento dell’agevolazione rendendo disponibili, a favore delle Pmi che hanno ricevuto da parte dell’Agenzia delle entrate l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta, da un minimo di 161,8 milioni di euro a un massimo di 306 milioni di euro.
La direzione generale per gli Incentivi alle imprese del Mise, ai fini dell’attuazione degli interventi finanziati a valere sulle risorse dei programmi operativi 2014-2020 Fesr, ha assunto il ruolo di organismo intermedio per la gestione del credito d’imposta per gli investimenti effettuati nelle regioni con le quali sono state sottoscritte apposite convenzioni, tra le quali vi è la Campania.

Il decreto direttoriale 19 aprile 2019
Con il decreto pubblicato lo scorso venerdì, il Mise ha inteso disciplinare le modalità di valutazione della finanziabilità del credito d’imposta a valere su risorse del Por Campania Fesr 2014-2020, nonché le modalità di adozione e di trasmissione del provvedimento di utilizzo delle risorse, di rendicontazione degli investimenti realizzati e gli ulteriori obblighi delle imprese beneficiarie.

Requisiti e valutazione di ammissibilità
Le risorse che la Giunta regionale della Campania (cfr delibera n. 161/2016) ha assegnato al credito d’imposta sono utilizzate a favore delle Pmi beneficiarie, autorizzate dall’Agenzia delle entrate alla fruizione del bonus, in relazione a progetti di investimento che risultino:
- non ultimati al momento della presentazione della comunicazione per la fruizione del tax credit
- di importo non superiore a 500mila euro (sono ammissibili anche i progetti di investimento di importo superiore non contenenti investimenti innovativi)
- riguardare attività economiche rientranti nel campo di applicazione del Fondo europeo di sviluppo regionale, a eccezione delle attività di agricoltura, silvicoltura e pesca
- realizzati o da realizzare in Campania.

Criteri di priorità
Per stabilire la priorità tra i progetti di investimento che presentano i requisiti indicati sopra, il Mise valuta la coerenza con gli ambiti di specializzazione intelligente (sulla base della tavola di raccordo allegata al decreto) e la presenza di investimenti innovativi.

Provvedimento di utilizzo delle risorse del Por Campania e priorità nell’adozione
Dopo aver eseguito le opportune verifiche, il Mise adotta i provvedimenti di utilizzo delle risorse del Por Campania per le Pmi beneficiarie. In particolare, sulla base dell’ordine cronologico della data di trasmissione delle autorizzazioni da parte dell’Agenzia delle entrate, sono adottati per primi i provvedimenti di utilizzo relativi ai progetti d’investimento coerenti con gli ambiti di specializzazione intelligente o caratterizzati, anche parzialmente, da investimenti innovativi. Solo successivamente, fino alla concorrenza delle risorse disponibili a valere sul Por Campania, sono emanati i restanti provvedimenti di utilizzo.
Il provvedimento di utilizzo delle risorse viene trasmesso alla Pmi beneficiaria tramite posta elettronica certificata e contiene le seguenti indicazioni:
 - importo del credito d’imposta
 - indicazione della struttura produttiva in cui è effettuato il progetto di investimento
 - condizioni che possono comportare il disimpegno totale o parziale delle risorse.

Adempimenti e termini per l’utilizzo delle risorse
Realizzati i progetti di investimento, la Pmi beneficiaria deve rendicontare le spese di acquisizione delle immobilizzazioni materiali effettivamente sostenute, utilizzando il modulo “Dichiarazione di spesa”, al quale devono essere allegati i seguenti documenti:
- copia delle fatture di acquisto, dai cui originali si evince che si tratta di spese sostenute per l’utilizzo delle risorse del Por Campania 2014-2020, a valere sul credito d’imposta (nel caso di beni in locazione finanziaria, deve essere allegata la documentazione di spesa attestante l’effettivo pagamento dei canoni)
- quadro riassuntivo dell’investimento
- copia della documentazione attestante l’effettivo pagamento delle fatture (tramite bonifico bancario, Sepa credit transfer, Riba, assegno bancario, assegno circolare) e copia del relativo estratto conto
- dichiarazione liberatoria dei fornitori
- nel caso di acquisizione di beni in locazione finanziaria, copia del relativo contratto, da cui si evince l’obbligo di acquisire il bene alla scadenza del contratto di locazione, nonché copia del verbale di consegna del bene acquisito e del piano di ammortamento dei canoni
- copia dell’F24 relativo al credito d’imposta utilizzato in compensazione
- copia del registro dei beni ammortizzabili o documentazione equipollente (libro inventari, libro giornale ovvero registro Iva acquisti), dal quale si evince l’annotazione delle immobilizzazioni materiali oggetto del progetto di investimento acquisite
- per i soli progetti di investimento che comprendono investimenti effettuati in data antecedente al 1° marzo 2017, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa dal legale rappresentante ovvero dal procuratore della Pmi beneficiaria, relativa agli importi degli ammortamenti di beni strumentali ubicati presso la struttura produttiva oggetto del progetto di investimento agevolato, ascrivibili alle medesime categorie di beni di investimento acquisiti prima del 1° marzo 2017 in cui è articolato il progetto di investimento realizzato, che siano stati dedotti nel periodo d’imposta di acquisizione dei beni stessi
- documentazione fotografica delle targhe e delle etichette, di dimensioni adeguate, da collocare sui macchinari.

La documentazione deve essere inviata al Mise dal rappresentante legale o procuratore delle Pmi beneficiarie entro e non oltre il 31 dicembre 2023, esclusivamente mediante caricamento sull’apposita piattaforma informatica (sezione “Attuazione Misure Dgiai”).

Verifiche per la conferma di utilizzo delle risorse
Il Mise esamina la documentazione per accertarne la regolarità e la completezza, nonché verifica la coerenza tra le immobilizzazioni materiali rendicontate e il progetto di investimento indicato nella comunicazione di accesso al tax credit.
Qualora le verifiche diano esito negativo, il Ministero disimpegna, in tutto o in parte, le risorse Por Campania a copertura del credito d’imposta autorizzato, dandone comunicazione all’Agenzia delle entrate e alla Pmi beneficiaria.

Ulteriori obblighi, controlli e ispezioni
La Pmi beneficiaria deve:
- consentire e favorire, in ogni fase del procedimento, lo svolgimento dei controlli, ispezioni e monitoraggi disposti dal Mise, nonché da organismi statali o comunitari competenti in materia, anche mediante sopralluoghi, per verificare lo stato di avanzamento dei progetti di investimento e le
condizioni per la fruizione e il mantenimento del beneficio
- non cedere né rilocalizzare l’attività produttiva fuori dell’ambito territoriale di intervento del Por Campania entro tre anni dal completamento dell’investimento
- non apportare modifiche sostanziali all’investimento che ne alterino la natura, gli obiettivi o le condizioni di attuazione, con il risultato di comprometterne gli obiettivi originari, per almeno tre anni dal completamento del progetto di investimento
- con riferimento alle sole comunicazioni presentate prima dell’11 gennaio 2018, dichiarare di non aver chiuso la stessa o un’analoga attività nello spazio economico europeo nei due anni precedenti la domanda di aiuti a finalità regionale agli investimenti e che non ha in programma di cessare l’attività entro due anni dal completamento dell’investimento iniziale oggetto dell’aiuto nella zona interessata
- con riferimento alle sole comunicazioni presentate a partire dall’11 gennaio 2018, dichiarare di non aver effettuato una delocalizzazione verso lo stabilimento in cui deve svolgersi l’investimento iniziale per il quale è richiesto l’aiuto, nei due anni precedenti la comunicazione, e di impegnarsi a non farlo nei due anni successivi al completamento del progetto di investimento
- corrispondere alle richieste di informazioni, dati e rapporti tecnici periodici disposte dal Mise allo scopo di effettuare il monitoraggio dei progetti di investimento
- conservare la documentazione attestante le spese per immobilizzazioni materiali per almeno due anni a partire dal 31 dicembre successivo alla presentazione dei conti nei quali sono incluse le spese finali di ciascun progetto di investimento (i documenti giustificativi della spesa devono essere conservati in originale o, in casi debitamente giustificati, in copia autenticata o su supporti informatici)
- adottare un sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative al progetto di investimento
- rispettare gli obblighi previsti in materia di responsabilità di informazione e comunicazione.

In ogni fase del procedimento, il Mise può disporre verifiche e controlli di natura documentale sull’avvenuta realizzazione e sull’ammissibilità di ciascun progetto di investimento.

Disimpegno delle risorse
Al verificarsi di una o più delle seguenti condizioni, il Mise può disimpegnare, in tutto o in parte, le risorse del Por Campania a copertura del credito d’imposta:
- assenza di uno o più requisiti di ammissibilità
- mancata realizzazione del progetto d’investimento entro il 31 dicembre 2019
- documentazione incompleta o irregolare per fatti imputabili alla Pmi beneficiaria e non sanabili
- mancato rispetto delle modalità e dei termini previsti per l’invio della documentazione e per l’utilizzo delle risorse
- mancata entrata in funzione degli investimenti entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione o dismissione degli stessi prima dello stesso termine, ovvero cessazione o rilocalizzazione dell’attività produttiva al di fuori dell’area del programma, ovvero modifica sostanziale che alteri la natura, gli obiettivi o le condizioni di attuazione dell’operazione, con il risultato di comprometterne gli obiettivi originari, qualora tali eventi intervengano entro tre anni dal completamento dell’investimento
- inadempimento degli obblighi di collaborazione per consentire le verifiche, i controlli e le ispezioni, nonché il monitoraggio e la valutazione dei risultati da parte del Mise
- con riferimento alle acquisizioni di beni effettuate entro il 28 febbraio 2017, mancato rispetto del divieto di cumulo delle agevolazioni previsto dall’articolo 1, comma 102, della legge 208/2015
- mancato rispetto di ulteriori prescrizioni previste dalla normativa di riferimento.

A fronte del disimpegno delle risorse, il credito d’imposta si intende concesso a valere su risorse nazionali, fatto salvo quanto diversamente disposto dal ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché dall’Agenzia delle entrate per effetto delle irregolarità riscontrate ovvero delle risultanze di ulteriori controlli.

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