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Normativa e prassi

Tax credit per società benefit:
firmato il decreto attuativo

Lo sconto d’imposta, introdotto dal Dl “Rilancio” e prorogato a più riprese, vuole incentivare un modo nuovo di fare impresa, orientato anche al bene comune e alla salvaguardia dell’ambiente

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“Sbloccati” 10 milioni di euro a favore delle imprese presenti sul territorio nazionale, che si costituiscono o trasformano in “società benefit”, cioè che perseguono un duplice fine, da un lato, l’interesse privato, dall’altro, quello sociale. Vale a dire che oltre ad attività lucrative ne svolgono altre orientate al bene comune dell’ambiente e della comunità locale. L’annuncio, di oggi, relativo alla firma congiunta dei ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti e Daniele Franco, del decreto attuativo dell’articolo 38-ter del Dl “Rilancio”, si legge sul sito del Mise.

La norma in questione ha introdotto un credito d’imposta pari al 50% dei costi di costituzione o trasformazione in società benefit (articolo 1, comma 376 e seguenti, legge n. 208/2015), sostenuti dal 19 luglio (data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto “Rilancio”) al 31 dicembre 2021. In realtà la scadenza, in prima battuta, era stata fissata al 31 dicembre 2020, poi estesa al 30 giugno 2021 dal decreto “Milleproroghe” – Dl n. 183/2020 – in ultimo portata alla fine di quest’anno dal “Sostegni-bis”, con l’articolo 19-bis introdotto in sede di conversione. Tale disposizione, inoltre, ha specificato che l’importo massimo di bonus utilizzabile in compensazione è pari a 10mila euro per ciascun beneficiario e che tra i costi agevolabili rientrano le spese notarili, di iscrizione nel registro delle imprese e quelle inerenti all’assistenza professionale e alla consulenza per la costituzione o trasformazione in società benefit.

Il tax credit è riconosciuto, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti de minimis, fino all’esaurimento dei 7 milioni stanziati come tetto di spesa, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione. Quindi, dei 10 milioni “sbloccati”, 7 sono a disposizione dello sconto d’imposta, mentre 3, fanno sapere dal Mise, sono finalizzati ad attività di promozione.

Il provvedimento, in via di ufficializzazione, è stato intanto inviato alla Corte dei conti per la registrazione.
 

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