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Normativa e prassi

Zes e iperammortamento prorogato.
Il Mezzogiorno verso la crescita

Zone economiche speciali per semplificare gli adempimenti amministrativi. Agevolazioni fiscali ad hoc e una serie di nuove disposizioni per incrementare l’attività imprenditoriale al Sud

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Riflessi anche fiscali nel “decreto Sud” (Dl 91/2017) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, contenente misure finalizzate allo sviluppo economico del Mezzogiorno. Tra le novità, l’istituzione delle Zes e, per le imprese che vi investono, l’ampliamento del credito d’imposta introdotto dalla legge di stabilità 2016, nonché la proroga di un mese per l’iperammortamento.
 
Nuove opportunità con le Zes
Le Zone economiche speciali offrono vie preferenziali alle imprese già esistenti e alle nuove che investono o incrementano la loro attività nei loro territori, così da creare condizioni favorevoli al miglioramento economico, finanziario e amministrativo delle aree interessate. Il decreto stabilisce le modalità di creazione delle Zes al Sud.
In sintesi, ecco i criteri principali:
  • devono essere costituite da territori geograficamente delimitati, anche non confinanti, ma con nesso economico funzionale, che comprendano almeno un’area portuale
  • un Dpcm stabilisce le modalità generali per l’istituzione di una Zes, la sua durata, i criteri che ne disciplinano l’accesso e le condizioni speciali
  • possono proporre l’istituzione di una Zes le regioni meno sviluppate e in transizione, prospettando un piano di sviluppo strategico, nel rispetto delle modalità e dei criteri definiti dal decreto di cui al punto precedente
  • l’istituzione di ciascuna Zes avviene tramite Dpcm. 
Tornando ai riflessi fiscali, è previsto che le aziende nuove o già operanti, che intraprendono programmi imprenditoriali o investimenti incrementali in dette aree, oltre a usufruire di semplificazioni di tipo amministrativo, potranno beneficiare di un “bonus Sud” maggiorato rispetto a quello previsto dalla legge di stabilità 2016, che lo ha introdotto. La norma agevolativa, ricordiamo, disciplinata dall’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 208/2015, e modificata dal Dl 243/2016, riconosce un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive del Mezzogiorno (vedi “Investimenti nel Mezzogiorno: modifiche al credito d’imposta”)
Per le imprese delle Zes, in deroga alle regole generali, il credito d’imposta sarà più consistente perché commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti, entro il 31 dicembre 2020, fino a un ammontare massimo, per ogni progetto di investimento, di 50 milioni di euro.
Le aziende, pena la revoca dei vantaggi, dovranno continuare a operare nell’area interessata per un minimo di altri cinque anni dalla data di completamento dell’investimento agevolato. Inoltre, sono escluse dal beneficio le imprese in stato di liquidazione o di scioglimento.
 
L’iperammortamento allunga i tempi
Un’altra misura di rilevanza fiscale è la proroga dell’iperammortamento.
L’agevolazione, introdotta dall’articolo 1, comma 9, della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017), riconosce una maggiorazione del 150% del costo di acquisizione dei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale.
Grazie alla modifica apportata, l’iperammortamento potrà essere applicato per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017 ovvero fino al 31 luglio 2018 – e non più fino al 30 giugno 2018, come previsto dalla norma originaria – a condizione che entro l’anno in corso il relativo ordine d’acquisto sia stato accettato dal venditore e sia stato pagato un acconto almeno pari al 20% del costo.
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