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Normativa e prassi

Zone franche urbane in Sicilia:
istanze presentabili dal 5 marzo

Pubblicate le modalità e i termini per richiedere i benefici fiscali previsti in favore delle imprese di micro e piccola dimensione localizzate nei territori disagiati della regione

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Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 23 gennaio, che contiene la ripartizione delle risorse finanziarie attribuite (quasi 182 milioni di euro) e le riserve di scopo attivate nelle Zfu dell’isola, per sostenere lo sviluppo delle attività produttive. A Palermo sono destinati circa 23,5 milioni di euro, per Catania ce ne sono 18,5, per Messina altri 16.

Zone franche urbane: cosa sono
Le definizione di “zona franca urbana” nasce con la Finanziaria 2007 (articolo 1, commi 340-343, della legge 296/2006). Scopo della loro istituzione è favorire lo sviluppo economico e sociale, tramite interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati dei comuni del Sud Italia. Vengono disposte agevolazioni fiscali (esenzione per un certo numero di anni dal pagamento delle imposte sui redditi, dell’Irap, dell’Imu e dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente) in favore delle piccole e micro imprese operanti nei territori che soffrono di gravi disagi socio-culturali ed economici (quelli individuati per la Sicilia sono elencati nell’allegato 1 del decreto Mise appena pubblicato).
  Come e quando presentare le domande Dopo Calabria e Campania, anche per la regione Sicilia arrivano le modalità e i termini di presentazione delle istanze. Dovranno essere compilate telematicamente sulla base del modello di istanza riportato in facsimile nell’allegato 2 dello stesso decreto.Le domande, con firma digitale e completate da eventuali allegati, dovranno essere inviate, esclusivamente via web, tramite la procedura informatica accessibile dalla sezione “ZFU Convergenza e Carbonia Iglesias” del sito del ministero dello Sviluppo economico.
Il programma prevede l’identificazione dell’impresa tramite il codice fiscale e l’autenticazione attraverso credenziali informatiche arrivate all’indirizzo di posta elettronica certificata aziendale risultante dal registro delle imprese.
Dall’interno della procedura si accede a una specifica sezione relativa alla Zona franca urbana di interesse dove sono riportate le informazioni inerenti le risorse finanziarie disponibili, le riserve finanziarie di scopo attivate e le relative risorse dedicate, nonché l’elenco delle sezioni censuarie che individuano l’area della Zfu in questione.
Le istanze potranno essere “spedite” a decorrere dalle 12 del 5 marzo fino alle 12 del 23 maggio.
Le richieste redatte o inviate con modalità difformi da quelle indicate o, anche se corrette, inoltrate prima o dopo delle date prescritte, non saranno prese in considerazione.

Risorse finanziarie disponibili e riserve di scopo
Il riparto delle risorse finanziarie disponibili per gli interventi nelle Zone franche urbane della Sicilia, effettuato sulla base dei criteri utilizzati nella delibera Cipe n. 14/2009, è riportato nella tabella allegata al decreto.
Per ogni Zfu, sono indicate anche, in percentuale rispetto alla somma complessivamente attribuita, le riserve finanziarie “di scopo”.
Ad esempio, per le due zone franche individuate nel comune di Palermo (Brancaccio e Porto) sono disponibili, rispettivamente, 12,7 e 10,8 milioni di euro per un totale di circa 23,5 milioni. Il 30% dell’importo di ciascuna zona è riservato alle imprese di nuova o recente costituzione.
  Relativamente a ciascuna Zona franca urbana, nel caso in cui l’importo delle agevolazioni complessivamente richieste dalle imprese ammesse sia superiore all’ammontare delle risorse disponibili, l’importo dell’agevolazione spettante a ciascuna impresa beneficiaria è determinato dal ministero dello Sviluppo economico, moltiplicando l’importo dell’agevolazione richiesta da ogni singola azienda per il rapporto tra l’ammontare delle risorse finanziarie disponibili per la Zfu e l’ammontare del risparmio fiscale e contributivo complessivamente richiesto da tutte le imprese ammesse ai benefici, tenendo conto anche delle riserve finanziarie di scopo.
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